L’ultima frontiera del Cavaliere. Ora fa anche il parcheggiatore

di Stefano Sansonetti
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di Stefano Sansonetti

Silvio Berlusconi nel ruolo di parcheggiatore. Mancava soltanto questo nel poliedrico business immobiliare dell’ex presidente del consiglio. Tra ville e terreni, all’interno del faraonico “mattone” del Cavaliere hanno trovato spazio anche 104 posti auto da gestire in quel di Segrate, presso il Centro direzionale Milano 2. Ma cosa se ne fa, esattamente, l’ex premier? Da una parte li mette a disposizione di tutti quei manager che si riuniscono a Segrate per le numerose assemblee societarie della galassia berlusconiana o che devono prendere un volo privato dal vicino aeroporto di Linate. Dall’altra li affitta a chi dovesse averne bisogno per lavorare nel Centro direzionale. A scendere in campo, tempo fa, è stata l’Immobiliare Milanodue, una società che fino a un paio di anni prima si chiamava Tauris ed era una scatola vuota. Una volta individuata la preda, però, è stata subito data nuova vita al veicolo, che fa capo alle Holding italiana seconda, terza e ottava, tutte riconducibili all’ex premier. E così si è individuato un maxiparcheggio da 104 posti dalle parti del Centro direzionale Milano 2. Per rilevare l’intero pacchetto è stato staccato un assegno da 1,3 milioni di euro. Da segnalare che l’Immobiliare Milanodue si trova allo stesso indirizzo di Segrate presso il quale hanno sede le principali holding berlusconiane di controllo. L’ultimo bilancio dell’Immobiliare Milanodue, chiuso il 31 dicembre del 2012, ha fatto segnare per il primo anno un fatturato di un certo spessore, pari a 166 mila euro. Nulla si dice circa le origini dell’acquisto dei 104 posti auto, ma pare che dietro alla decisione, presa a fine 2010, ci possa essere un “screzio” con le Assicurazioni Generali. I parcheggi del Centro direzionale, infatti, all’epoca appartenevano alla Generali Immobiliare sgr ed erano spesso utilizzati dai manager Fininvest. Visto che le necessità coprivano larga parte dell’anno, l’impero di Berlusconi era costretto a pagare profumatamente i parcheggi messi a disposizione del colosso assicurativo. Fino a quando è scattato un braccio di ferro su un addebito di 300 mila euro di troppo che Generali avrebbe imposto alla Alba servizi aerotrasporti, la società che gestisce gli aerei privati del Cav. Il quale, a quel punto, non ha più resistito e ha deciso di comprarsi un parcheggio tutto suo.

@SSansonetti