L’ultimo colpo in farmacia. E ora rischia tutto il settore. Troppe rivendite e meno controlli sui farmaci. Rivolta contro il progetto del ministro Guidi

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Una riforma che farà male alle farmacie e malissimo ai cittadini. A pochi giorni dalla presentazione del nuovo disegno di legge sulla concorrenza da parte del ministro per le Attività produttive, Federica Guidi, i farmacisti italiani sono costretti a tornare sulle barricate. Una terza batosta, dopo quelle assestate da Bersani e Monti, costringerà moltissime attività a chiudere. Altro che spinta alla ripresa! “Le misure sulle farmacie contenute nel ddl Concorrenza – spiega il presidente di Federfarma Roma e Lazio, Franco Caprino – hanno senso soltanto se il Governo Renzi ha l’obiettivo di demolire il servizio farmaceutico italiano, per motivi del tutto incomprensibili, almeno in termini di tutela della salute dei cittadini. Motivi invece spiegabili – prosegue – se l’attacco alle farmacie non è altro che il modo per spalancare la distribuzione del farmaco alla voglia di business di tutti coloro – e sono molti – che da anni non chiedono altro che di fare affari con le medicine”.

LA MISURA ALLO STUDIO
Il provvedimento, che dovrebbe arrivare il Consiglio dei ministri il 20 febbraio, secondo i farmacisti prova per l’ennesima volta a introdurre una norma “assolutamente inutile e controproducente” come quella di vendere i farmaci di fascia C al di fuori del canale tradizionale delle farmacie. Perché si parla di norma inutile? La concorrenza non è sempre utile per abbassare i prezzi e andare incontro ai consumatori? “I legislatori – spiega Caprino – dovrebbero sapere che la sostanziale rigidità della domanda di farmaci impedisce di esplicare per il settore le classiche regole della concorrenza”. E nessun beneficio arriverebbe anche dall’apertura alla grande distribuzione, che avrebbe come immediata conseguenza, soprattutto nei Comuni medio-piccoli, di indebolire fino alla distruzione un servizio capillare e puntuale come quello farmaceutico, che non a caso riceve da anni il gradimento di oltre il 90% dei cittadini.

IL CONFRONTO UE
Altro aspetto qualificante della proposta del governo è l’aumento del numero delle farmacie. “Una scelta che rende di fatto inutile le norma sulla pianificazione territoriale degli esercizi”, spiega Caprino ricordando che stanno già aprendo circa 2.500 esercizi per effetto del Decreto Monti che fissa il quorum di una farmacia ogni 3300 abitanti, anche se poi in realtà, con il calcolo dei resti dei residenti, la media effettiva si attesta a 2850 abitanti per farmacia. In Italia, quindi, tra pochi mesi ci saranno circa 21 mila unità, molto al di sotto della media europea. Eppure, sottolinea il presidente di Federfarma Roma, “basterebbe volgere lo sguardo oltre Palazzo Chigi per capire che la decantata Europa va in un’altra direzione. In Germania il numero delle farmacie è equivalente a quello che l’Italia sta per raggiungere nei prossimi mesi ma con un numero di abitanti decisamente superiore, ben 22 milioni in più dell’Italia, con una farmacia ogni circa 4000 abitanti. E nel Regno Unito, al quale in materia di cultura liberista non possono davvero essere impartite lezioni, sono presenti, a parità di abitanti con l’Italia, solo 12mila farmacie”.
Per queste considerazioni il presidente di Federfarma Roma e Lazio si è detto fiducioso del buon senso del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Siamo fiduciosi – ha sottolineato Caprino – che il Governo non voglia veramente distruggere quel servizio farmaceutico che rappresenta un punto fermo della nostra assistenza sanitaria”.

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