L’Unione europea grazia i conti italiani: non ci sarà alcuna procedura d’infrazione. Ma le riforme “ambiziose” sono senza dettagli su modi e tempi

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Una boccata d’ossigeno per l’Italia. L’Unione europea non aprirà alcuna procedura di infrazione sui nostri conti. Anche se non mancano le richieste che già fanno discutere, a partire da quella – tutt’altro che una novità – di reintrodurre la tassa sulla prima casa eliminata dal governo Renzi almeno per i proprietari con redditi alti. Questo è in sintesi il contenuto delle “raccomandazioni specifiche per il Paese” diffuse dalla Commissione Ue.

La litania delle raccomandazioni parte dalla considerazione che gli impegni descritti nel Programma nazionale di riforma sono “sufficientemente ambiziosi, ma l’assenza di dettagli sull’adozione e di un calendario dell’attuazione limita la loro credibilità“. Bruxelles spiega che “non c’è base per portare avanti una procedura per squilibri, purché ci sia una implementazione piena delle riforme” raccomandate.

“Le misure di bilancio aggiuntive richieste per il 2017 sono state decise e nessuna altra misura è quindi necessaria in questa fase per garantire il rispetto della regola del debito”, ha evidenziato la Commissione. C’è da dire però che nel documento relativo all’Italia non vengono fatte cifre e dunque non c’è l’ammontare della manovra autunnale. Nel confronto tra una richiesta di correzione dello 0,6% del pil (circa 10 miliardi) sostenuta dai falchi e lo 0,3% a cui puntava Roma ha prevalso la terza via: non indicare cifre rimandando l’appuntamento all’autunno. Dimenticate anche le contestazioni sugli investimenti aggiuntivi promessi in cambio della flessibilità concessa al governo Renzi nel 2016 e non fatti: la Commissione ha accolto le giustificazioni dell’Italia.  Rinviato all’autunno invece come detto il confronto sui conti del 2018.

“Oggi la Commissione europea raccomanda agli Stati membri un adeguato equilibrio tra la sostenibilità delle finanze pubbliche e un orientamento della politica di bilancio che contribuisca a rafforzare la ripresa e non a indebolirla”, ha detto Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici e finanziari. “L’Ue sta crescendo, e questa tendenza proseguirà anche nel 2018, per il sesto anno consecutivo. Tuttavia la ripresa rimane fragile e disomogenea“. Pertanto, conclude, “è necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere la crescita, comprese riforme economiche intelligenti e un’applicazione altrettanto intelligente della politica di bilancio”.

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