L’uno contro tutti di Telese. Riparte Matrix: più reportage e politici alla sbarra. Per battere Porta a Porta si punta sui miniformat

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Luca Telese è a dieta. E questa è una notizia. Una dieta particolare: non tocca pane e pizza. Ma alla fine del pranzo si divora un babà di tre etti. “Vabbè… Mica posso tradire le mie origine paterne della terra del Vesuvio”. Diventa difficile invece capire le sue origini in maniera di look. Pantaloni davanti di un colore, dietro di un altro. Bicolori pure le scarpe. A chi si ispira quando si veste? A Celentano o a Cattivissimo Me? Chissà. Lui, comunque, non fa una piega. Stasera riparte con il suo Matrix su Canale 5. Il programma di cui Mentana da sempre si vanta: “Sul mio lavoro qualcuno ancora ci campa”.

Dopo un anno tra luci e ombre i talk si stanno evolvendo. Porta a Porta, diMartedì e anche Matrix già la scorsa stagione hanno cambiato in corsa, affrontando più argomenti nella stessa puntata. Vespa dice che sullo stesso tema nessun telespettatore resiste per 100 minuti. Per questo intervalla la politica con l’alleggerimento. E Matrix cosa fa?
Nella prima puntata abbiamo un reportage di Francesco Fossa da non perdere, realizzato al confine della Siria, quello battuto anche di notte da migliaia di migranti in fuga. Lo vedremo in due blocchi e lo commenteremo. Il talk è un camaleonte. Un buon conduttore e una buona redazione sanno bene che sono necessari 2-3 microformat che devono aderire perfettamente al programma per farlo diventare di gradimento. Questo fa Matrix. Al talk si lavora in maniera feroce, non è uno sport per signorine.

E allora Lilli Gruber e Daria Bignardi chi sono?
Sono due panzer.

Cosa vorrebbe vedere nei talk?
L’uno contro tutti. A Matrix ne abbiamo fatti alcuni, ma sono pochi coloro che lo accettano. Eppure piace al pubblico e piace anche al protagonista se è padrone del mezzo televisivo. Come Salvini e Landini, che quando sono venuti a Matrix non hanno chiesto nemmeno chi fossero i loro interlocutori e su quali argomenti si sarebbero dovuti confrontare. Hanno avuto la meglio in maniera netta. Anzi, in più di un’occasone hanno stravinto. Ridicolizzando i contestatori. Come nel caso del ragazzo che ha colpito la macchina di Salvini e che il segretario della Lega ha messo sotto scacco con una domanda che lo ha ammutolito: “Tuo padre ha condiviso il tuo gesto?”. Alla lunga se sei sotto pressione, e soprattutto se non sei padrone dello strumento tv, arriva inevitabile il momento di debolezza. E il pubblico a casa se ne accorge. Anche Silvio Berlusconi quando è andato ospite da Michele Santoro sapeva bene che sarebbe finita in una sfida contro tutti. Ma è riuscito a rigirare il format a suo piacimento. Al punto che Santoro ha accusato il colpo. E alla fine si è rammaricato: “Ora diranno che ho difeso Berlusconi”.

Floris ha detto che lo spicchio della torta di share è intorno al 12%. I telespettatori che vedono i talk sono al massimo 2 milioni e mezzo. Ma in seconda serata la percentuale sale. Porta a Porta e Matrix assieme vanno spesso oltre il 20%. Certo, il suo competitor è Bruno Vespa, non è facile superare un colosso…
Vespa è un grande professionista. Ricordo con piacere quando ho realizzato un servizio in casa sua e lui era così compiaciuto di essere competitor di se stesso che gongolava sornione. Con l’operatore stavamo girando tra i suoi quadri e lui ce li stava descrivendo. “Questo è un Morandi… Questo un Carrà, l’altro un Balla… Quello lì un Fontana”. All’improvviso però ha cominciato a sminuire il valore dei capolavori. “Sul Fontana ho avuto fortuna. È stata un’occasione. Il Carrà è un Carrà giovane”. Ha capito che l’uomo Bruno aveva avuto un momento di debolezza. E allora è tornato Vespa, si è preso sotto braccio l’operatore e gli ha detto: “Vai veloce sui quadri sennò è come dire ai ladri di venirli a rubare”.
Un genio.

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