Venditue milioni spariti, Lusi condannato

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di Angelo Perfetti

La Procura aveva chiesto 7 anni. Ma i giudici ci sono andati pesanti e Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, è stato condannato a 8 anni per il reato di appropriazione indebita. La sentenza è stata pronunciata dalla quarta sezione penale del Tribunale. Come pena accessoria l’ex senatore ha avuto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Durante la requisitoria il pubblico ministero aveva sottolineato che Lusi “grazie a un’ampia delega” ha avuto “una signoria totale rispetto alla gestione delle spese della Margherita. Solo lui era a conoscenza delle singole operazioni, solo lui aveva il potere di firma, oltre a Rutelli che non se ne è mai servito”. Il magistrato aveva ricordato come dai documenti della Margherita che sono stati acquisiti e analizzati dal 95 al 2011 si fosse in presenza di “assegni a pioggia, in bianco ed a cifra tonda (con 500 o 000 finale), non tracciati. E’ vero che nei bilanci negli altri partiti la situazione contabile può essere peggiore, ma Lusi ha sicuramente non rispettato la norma che impone una contabilità ordinata. E questi assegni sono stati utilizzati come fossero un tesoretto da gestire per affari privati e questioni personali”.

L’inizio delle indagini
L’inchiesta era partita dalla denuncia di Arturo Parisi che aveva verificato l’ammanco nelle casse del partito. Era il 2012 e gli investigatori, all’epoca coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna, trovarono che il denaro era finito , fra l’altro, in una società canadese (la «Luigia Ltd») la cui sede risultava allo stesso domicilio del cognato di Lusi, fratello di Giovanna Petricone , sua moglie, nata appunto in Canada.

La bella vita
Non solo gli immobili: la Procura ha ricostruito che, con i rimborsi elettorali della Margherita, l’ex senatore si era assicurato uno stile di vita alquanto gratificante con viaggi in lussuosi resort, pranzi e cene in costosi ristoranti, week-end nelle grandi capitali europee. Dopo circa tre mesi di carcere il difensore di Lusi, avvocato Luca Petrucci, era riuscito a ottenere che il senatore scontasse la custodia cautelare in convento, il monastero di Santa Maria dei Bisognosi a L’Aquila. Le indagini avevano portato i finanzieri del Valutario anche in Senato: era febbraio del 2012 e non erano mancate frizioni.

Il commento della difesa
“La sentenza di oggi induce a ricordare che un senatore della Repubblica è stato arrestato per un reato dal quale e’ poi stato assolto al termine del giudizio”. Gli avvocati di Luigi Lusi, Luca Petrucci e Renato Archidiacono, commetano così la sentenza che ha condannato l’ex tesoriere della Margherita a 8 anni di reclusione perché ritenuto responsabile della sottrazione dalle casse del partito di 25 milioni di euro. Proprio per l’accusa di associazione per delinquere ora dichiarata insussistenze a poco tempo dall’apertura dell’inchiesta il Senato autorizzò l’arresto del parlamentare. “Vedremo le motivazioni della sentenza -hanno sottolineato i due penalisti- Ma quello che va tenuto ben presente è che l’accusa di associazione per delinquere è stata dichiarata insussistente dallo stesso tribunale. Quanto alla condanna superiore a quella richiesta dal pubblico ministero, attendiamo il deposito della motivazione”. Lusi è stato invece assolto dall’accusa di associazione per delinquere. Per quanto riguarda Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, il Tribunale ha condannato il primo a 3 anni e 6 mesi di reclusione e a 2.000 euro di multa mentre Sebastio e’ stato condannato a 2 anni e 8 mesi e a 1.600 euro di multa. Condannata a un anno e due mesi ma con pena sospesa per cinque anni anche Diana Ferri, segretaria di Lusi, per la quale era stata sollecitata l’assoluzione con formula ampia.

Il sequestro
Lusi deve rispondere di danno erariale (22 milioni di euro secondo la magistratura contabile); sono già stati sequestrati beni per circa 16 milioni di euro, inclusa la famosa villa settecentesca di Genzano e l’appartamento su due livelli di via Monserrato. L’uno e l’altro, assieme a un box in via Flaminia sono stati assegnati in gestione al ministero dell’Economia.