M5S in pressing su Franco per il Superbonus 110%. Senza l’agevolazione determinante per il settore edile si rischia di danneggiare moltissime imprese

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Anche a Palazzo Madama, come già a Montecitorio, gli esponenti del M5S presenteranno un’interrogazione al ministro dell’Economia Daniele Franco per chiedere massima chiarezza sull’operatività delle proroghe relative al Superbonus al 110% approvate in manovra e subordinate all’approvazione del Pnrr.

“Il Superbonus nei primi sei messi dell’anno ha messo in moto una macchina che ha già consentito la partenza per oltre tre miliardi di lavori. Ora però – denunciano i senatori M5S Cristiano Anastasi e Agostino Santillo – si rischia di rallentare: da una parte c’è il rincaro spropositato dei prezzi dei materiali, dall’altra l’incertezza del contesto in cui le imprese si trovano a dover lavorare. E su questo dobbiamo dare risposte perentorie”.

Dal Movimento si chiede al governo di dare indicazioni chiare su tutte le scadenze: “Non possiamo rimanere appesi al Consiglio Ue. Riteniamo che un prolungamento finanziato subito fino a tutto il 2023 avrebbe tolto tecnici e famiglie dall’incertezza. Ora il Mef deve dare qualche segnale. Senza il Superbonus al 110%, l’edilizia rischia di riavvitarsi su se stessa”.

L’attesa di un via libera da parte del Consiglio Ue sta destando forte preoccupazione perché non è chiaro, ad esempio, se per le case unifamiliari si possa considerare valido il termine del 30 giugno 2022 previsto in legge di Bilancio per l’accesso all’agevolazione o se, invece, si debba considerare il precedente termine del 31 dicembre 2021 fissato prima della proroga dal decreto Rilancio”.

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