Ko il sito della trasparenza sul programma di Governo. Il cambiamento sbanda un po’. Così è un’impresa accedere a leggi e decreti

di Carmine Gazzanni
Politica

In principio fu lo streaming. Poi venne meno il desiderio di comunicare tutto a tutti e così non solo si decise (legittimamente) di chiudere le porte alle riunioni di Movimento Cinque Stelle e Lega sul programma di Governo da consegnare a Sergio Mattarella, ma ci si spinse oltre addirittura mettendo offline il sito istituzionale, inaugurato dall’esecutivo a guida Matteo Renzi, che monitora quanto fatto, al di là degli annunci e degli slogan, da governi e Parlamento. In pratica un sistema per controllare lo stato dell’arte di leggi e quello dei decreti attuativi. Ognuno può adoperarsi per controllare: basta andare su www.programmagoverno.gov.it per scoprire che la pagina è irraggiungibile.

L’alibi – Ovviamente La Notizia ha cercato di mettersi in contatto con la struttura della presidenza del Consiglio per conoscere le ragioni di tale oscuramento. Ma è stato, di fatto, impossibile. Nessuna risposta è arrivata dopo le nostre sollecitazioni. A onor del vero, c’è da dire che nessuna norma obbliga questo o quel Governo a monitorare quanto si faccia o non si faccia. Desta, però, curiosità che dall’epoca del “tecnocrate” Mario Monti ci sia un’attenzione a rendere pubblico il numero di decreti attuativi approvati. Mai possibile, dunque, che chi si è fatto portavoce della trasparenza e continua a chiederla un giorno sì e l’altro pure agli altri partiti, cada proprio sulla trasparenza? Come ricorda OpenPolis, infatti, la struttura del programma di governo è stata istituita sei anni fa, il 13 aprile 2012. La titolarità, però, non essendo normata, di fatto varia di governo in governo. Con Renzi era affidata al ministero per i rapporti con il parlamento (guidato da Maria Elena Boschi), mentre con Paolo Gentiloni è passata alla presidenza del consiglio dei ministri (sempre con Boschi), dove, scrive ancora OpenPolis, ad oggi pare essere rimasta anche nel governo Giuseppe Conte (sottosegretario Giancarlo Giorgetti). Ma, come detto, già ai tempi di Monti, l’allora ministro Piero Giarda aveva introdotto le prime relazioni sullo stato di attuazione dei provvedimenti dell’esecutivo. Con il governo Renzi, e poi con quello Gentiloni, questi report sono diventati periodici, con cadenza mensile, in realtà non sempre rispettata.

Domande senza risposta – Al di là dell’oscuramento del sito, dunque, la speranza è che l’esecutivo gialloverde non abbandoni (e, anzi, incentivi) il monitoraggio dei decreti attuativi. Anche perché non parliamo di numeri sottili. Secondo l’ultimo monitoraggio della struttura di Palazzo Chigi (pubblicato a fine marzo) mancherebbero all’appello 396 decreti, di cui 55 risalenti addirittura all’epoca Monti. Non a caso su Twitter sempre OpenPolis ha chiesto ai due partiti di maggioranza, ai loro leader, al presidente del Consiglio e al suo sottosegretario “perché il sito della presidenza del consiglio per seguire l’attuazione del programma di governo è offline”. Le risposte, però, non sono pervenute. La comunicazione 2.0 va bene. Ma, a quanto pare, fino ad un certo punto. E finché si è all’opposizione.