M5S, si cambia. Nuove regole per le rendicontazioni. Ogni parlamentare dovrà versare 2.500 euro al mese

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Nuovo regolamento sulle rendicontazioni degli eletti. Messo nero su bianco e inviato via mail a tutti i parlamentari M5S. Che d’ora in poi dovranno versare 2.500 euro al mese sul conto appositamente dedicato e intestato al Movimento, per coprire le spese di gestione della forza politica e onorare l’impegno alle restituzioni.

Mille euro copriranno “il mantenimento delle piattaforme tecnologiche, Scudo della Rete, comunicazione e altre spese generali di funzionamento”. Gli altri 1.500 onoreranno, invece, l’impegno alle restituzioni. Non tutti, però, nei gruppi pentastellati l’hanno presa bene.

Criticano la scelta di cambiare le regole unilateralmente senza passare dal voto della base. In particolare la parte dell’articolo 3 dello Statuto vigente all’inizio della legislatura in base al quale gli iscritti eletti alla carica di parlamentari italiani, europei e consiglieri regionali, sotto le insegne del M5S si obbligano a trattenere per se stessi, “non più della somma stabilita per ciascuna legislatura dal Comitato di Garanzia con apposito Regolamento da emanarsi prima di ciascuna consultazione elettorale”.

Ma se è vero che al tempo delle elezioni 2018, il contributo aggiuntivo era fissato in 300 euro al mese (700 in meno rispetto alla nuova regola) da corrispondere a Rousseau per assicurare il mantenimento della piattaforma, è altrettanto vero che l’importo delle restituzioni (fissato forfettariamente dal nuovo regolamento in 1.500 euro al mese) variava a seconda delle spese effettivamente sostenute. E poteva essere quindi anche maggiore.

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di Gaetano Pedullà

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