M5S e Rousseau, non tutto il caos viene per nuocere. Le strade parallele di Conte e Casaleggio alle prese con la rifondazione speculare di due realtà

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Diceva il Grande Timoniere Mao Zedong: “Grande è la confusione sotto il cielo e quindi la situazione è eccellente”. In questo momento la situazione nei Cinque Stelle è molto confusa e quindi potrebbe essere eccellente, ma, ammesso che la massima cinese sia vera, occorrerebbe capire per chi.

Intanto partiamo da una premessa. Il M5S è ancora il primo partito in Parlamento e – sebbene in crisi – è stato un brand scelto da ben il 32% degli elettori. Un dato numerico ne racchiude uno politico. In Italia c’è stata o c’è un’area superiore al 30% che condivide(va) quanto diceva Grillo. In questi giorni il Movimento passa momenti difficili.

Vito Crimi è il capo politico ad interim non riconosciuto da tutti, Beppe Grillo è alle prese con la vicenda del video a discolpa del figlio, Giuseppe Conte cerca di fare il leader, ma ha bisogno della incoronazione su Rousseau, la piattaforma digitale di Casaleggio che però è in rotta con il M5S stesso (leggi l’articolo), mentre Alessandro Di Battista fa di professione il convitato di pietra, ma presto potrebbe sbloccare la sua indecisione e scendere in campo.

In tutto questo ci sono gli attuali fuoriusciti/espulsi in Parlamento che hanno formato anche un gruppo alla Camera, L’Alternativa c’è, che potrebbe dialogare in futuro con Casaleggio, ma guarda anche ad un possibile ritorno alla base, mentre sullo sfondo resta l’opzione che si riformi un gruppo al Senato sotto il simbolo del gabbiano di Italia dei Valori, con Ignazio Messina, il segretario, che da tempo cerca di chiudere il cerchio.

Non dimentichiamoci che dietro a Italia dei Valori aleggia sempre il fondatore Antonio Di Pietro e che i grillini sono gli eredi spirituali del magistrato di Mani Pulite, tanto è vero che hanno condiviso Gianroberto Casaleggio e l’utilizzo della Rete per fare politica di massa. Quella di Casaleggio senior fu un’idea rivoluzionaria che portò – per la prima volta al mondo – all’utilizzo massiccio del Web a favore della democrazia diretta, ideale illuminista ispirato proprio al filosofo Rousseau che diede poi il nome alla piattaforma informatica.

Nel frattempo Conte, che cerca un’alleanza strategica con il Pd, sta riscrivendo lo Statuto del M5S per superare il penta-direttorio che deve però essere votato su Rousseau, ma i noti problemi finanziari, bloccano la cosa. Un particolare non trascurabile è che su Rousseau ci sono i nominativi e i recapiti di tutti i 197.309 iscritti di cui 114.468 aventi diritto al voto. Casaleggio jr. già da qualche tempo ha pubblicato il manifesto Controvento che sembra essere un vero e proprio programma civico che si rifà ai valori primigeni del padre e che preoccupa non poco il Movimento stesso.

Ma nel contempo Casaleggio è anche fondatore nel 2017 della (nuova) Associazione Cinque Stelle insieme a Luigi Di Maio, il simbolo fu però prestato da Grillo che lo possiede ancora. L’appoggio a Draghi ha costituito un grosso cambiamento per i 5S che dopo l’alleanza con l’odiato Pdl meno elle hanno dovuto ingoiare il Draghi delle banche, multinazionali, euro ed Europa, mentre Conte sta imprimendo una svolta liberale di sinistra.

Questo lascia una prateria di voti all’ala populista del M5S, da sempre rappresentata da Di Battista che potrebbe trovare in Casaleggio un alleato ed un punto di aggregazione di chi sente traditi i valori originari. Non passa inosservato la chiusura del post di addio di Casaleggio del 23 aprile: “Oggi siamo a terra, ma ci rialzeremo perché noi siamo MoVimento”, non “il MoVimento”, ma proprio “MoVimento”, come nel film “V per Vendetta” con le maschere di Guy Fawkes.