Mafia Capitale, 20 anni a Carminati e 19 a Buzzi. Cade l’accusa di associazione mafiosa. Ecco il verdetto

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Condannato a 20 anni in primo grado Massimo Carminati nell’ambito del processo di Mafia Capitale. Salvatore Buzzi, definito il “ras delle coop” è stato condannato a 19 anni. La sentenza è stata pronunciata dai giudici della X sezione penale del tribunale di Roma, nell’aula bunker di Rebibbia.

Caduta l’accusa di associazione mafiosa per 19 degli imputati, compresi quelli ritenuti a capo dell’organizzazione. Una sconfitta per la Procura? “Questa sentenza riconosce un’associazione a delinquere semplice, non di tipo mafioso. Sono state date anche condanne alte”, ha commentato a caldo il procuratore aggiunto Paolo Ielo, “Rispettiamo la decisione dei giudici anche se ci danno torto in alcuni punti mentre in altri riconoscono il lavoro svolto in questi anni. Attenderemo le motivazioni”.

Tra i condannati anche Riccardo Brugia, ritenuto il braccio destro di Carminati, a cui sono stati dati 11 anni. Pena di 10 anni per l’ex Ad di Ama Franco Panzironi. Undici gli anni di condanna per Luca Gramazio, ex capogruppo Pdl di Comune prima e Regione poi.

Condanna anche per Nadia Cerrito, segretaria di Buzzi, che ha avuto 5 anni. Al manager Fabrizio Franco Testa 12 anni di carcere. Gli imputati nel processo di primo grado su Mafia Capitale sono 46. Tra i condannati anche Mirko Coratti, 6 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Roma ed esponente del Partito Democratico. Sei anni e sei mesi a Luca Odevaine, ex responsabile del tavolo per i migranti.

Si è arrivati alla giornata odierna dopo 21 mesi e ben 230 udienze. Sono passati, invece, due anni e mezzo dai 37 arresti del Ros anche nei palazzi del potere romano. Un’organizzazione che secondo la procura si sarebbe infiltrata per fare business nella gestione dei centri accoglienza per immigrati e dei campi nomadi, di finanziare cene e campagne elettorali.