Mafia Capitale, ci mancavano solo i ladri negli uffici del Comune. E i rapporti del clan con i Vip

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Ci mancavano solo i ladri. E sono arrivati nella notte scorso facendo irruzione negli uffici del Servizio Giardini del Comune di Roma e della Protezione Civile. Secondo quanto si è appreso sarebbe stato preso un computer. Non viene trascurato il possibile nesso con l’inchiesta Mafia Capitale. L’inchiesta ha coinvolto anche un funzionario del Servizio giardini del Comune, Claudio Turella; nella sua abitazione sono stati sequestrati 572mila euro che sarebbero frutto di una mazzetta. Il servizio di videosorveglianza sarebbe stato fuori uso. Insomma il Romanzo criminale si arricchisce ancora. E di un particolare inquietante.Si tratterebbe di due ladri che però non sono stati ripresi da alcuna telecamera. I ladri sarebbero stati messi in fuga dal personale della Protezione Civile. Nello stanzino in cui si trovava il pc portatile rubato c’era anche una webcam che non è stata presa. Quasi certo che all’interno degli uffici non ci fosse più alcuna documentazione relativa all’inchiesta perché già sequestrata in precedenza. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intanto, ha annunciato che lascerà per il momento la tanto amata bicicletta ed entro domenica comunicherà se accettare o meno la scorta a sua protezione. Impazza intanto il dibattito politico sull’eventuale scioglimento o meno del Campidoglio. E tra gli arrestati fuoriesce poco. Fatta eccezione, però, da Nadia Cerrito,  affidataria del registro di contabilità e segretaria di Salvatore Buzzi: si apre così il primo squarcio con le ammissioni dell’esistenza di un libro in cui venivano annotate tutte le mazzette date e percepite.

I CONTATTI COL MONDO DELLO SPETTACOLO
Dalle carte dell’inchiesta spuntano anche nomi e contatti tra esponenti dell’organizzazione e personaggi del mondo dello spettacolo. Il personaggio discusso è Giovanni De Carlo, 39 anni, conosciuto come “Giovannone”, che si è costituito ieri a Fiumicino indagato per trasferimento fraudolento di beni. Tra i legami discussi spuntano nomi come quelli del calciatore della Roma, Daniele De Rossi, il cantante Gigi D’Alessio, Teo Mammucari e Bele Rodriguez. Ma andiamo nel dettaglio. De Carlo, uno degli uomini di spicco del sodalizio criminale guidato da Massimo Carminati, andò a casa del cantante di Gigi D’Alessio a Roma il giorno dopo che l’artista aveva subito un furto di una collezione di Rolex dal valore di quattro milioni. Questo ed altri episodi sono contenuti in un’informativa del Ros nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale; come anche quello relativo a De Rossi che insieme all’allora compagno di squadra, Mehdi Benatia, contattò De Carlo  perché aveva avuto poco prima una discussione in un locale e temendo conseguenze aveva pensato a De Carlo”. Grossa confidenza tra i due, infatti, De Carlo disse: “Chiamame sempre… bravo! Hai fatto bene Daniè,  amico mio…”.

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