L’ex giudice Ayala: “Mafia Capitale non è la mafia che ho combattuto con Falcone. Oggi la criminalità cura i rapporti con i pezzi deviati della pubblica amministrazione”

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L’ex giudice e deputato Giuseppe Ayala, intervistato sulla storia della mafia a “La Storia Oscura”, trasmissione di Radio Cusano Campus condotta da Fabio Camillacci,  si è espresso riguardo l’inchiesta Mafia Capitale. “Premesso che Mafia Capitale, nell’insieme, è una cosa del tutto diversa dalla mafia che ho combattuto insieme a Falcone e Borsellino –ha affermato Ayala- va detto che: il famoso articolo 416 bis del codice penale, cioè quello che prevede l’associazione a delinquere di stampo mafioso, non è legato al modello di “Cosa Nostra”, o della Camorra o della Ndrangheta, ma disegna un delitto che deve rispondere naturalmente a determinati requisiti, soprattutto alla forza di intimidazione, e può prescindere benissimo dalle purtroppo ben note organizzazioni criminali che hanno caratterizzato e caratterizzano la storia del nostro Paese. Quindi, può benissimo esistere un’organizzazione che, pur non essendo filiazione di “Cosa Nostra”, Camorra o Ndrangheta, adotta un modello mafioso; questo è accaduto a Roma. E questo significa che la Mafia esiste ancora, ha soltanto cambiamo forma. Fortunatamente, non è più sanguinaria come un tempo. Per una serie di motivi, l’ala militare della Mafia è stata messa da parte. Rimane in piedi invece l’ala affaristica della Mafia, cioè quella che tiene i rapporti con pezzi delle Istituzioni, della politica e della pubblica amministrazione. Attenzione: oggi la Mafia tiene soprattutto rapporti con pezzi “deviati” della pubblica amministrazione. Questa è la Mafia oggi, e questo credo sia anche Mafia Capitale. La Mafia c’è sempre ed è sempre una presenza enormemente inquinante dell’economia, della vita sociale, della vita politica e della vita burocratica e amministrativa. I Casamonica? Se non è Mafia nel vero e proprio senso della parola, ci somiglia molto. Potrei citare Paolo Borsellino dicendo “il puzzo si sente, il puzzo”. Al di là di questo, il funerale di Vittorio Casamonica mi ha stupito molto e mi chiedo chi e perché ha permesso quelle esequie e soprattutto in quel modo? E’ stata una cosa che non sarebbe mai dovuta accadere nella Capitale d’Italia, a Roma! Qualcuno si sarebbe dovuto fare carico di evitare che accadesse e purtroppo questo qualcuno non c’è stato”.

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di Gaetano Pedullà

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