Mafia Capitale, la fondazione dell’ex braccio destro di Veltroni e la rete che porta in Sicilia e Vaticano per fare business con immigrati ed emergenza abitativa

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di Stefano Sansonetti

Una fondazione che sta mettendo in grande imbarazzo il Pd e Legambiente. Il fatto è che l’inchiesta su Mafia Capitale continua ad aprire squarci su tutto ciò che, non solo a Roma, si muove dietro a settori che cinicamente vengano trattati come ricche fonti di business, a partire dall’emergenza abitativa e dall’immigrazione. Ci sono dettagli finora rimasti piuttosto in ombra in relazione a Luca Odevaine, una delle figure chiave dell’inchiesta condotta dalla magistratura di Roma. Ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni, Odevaine emerge dalle carte come una sorta di anello di collegamento tra le istituzioni e il business delle cooperative, in primis quelle che fanno capo a Salvatore Buzzi. Ebbene, Odevaine risulta presidente della fondazione IntegrA/Azione, un ente nato alla fine del 2010 con il fine di favorire l’integrazione tra i popoli e la convivenza democratica. Si dà il caso che i soci fondatori della fondazione siano Legambiente e una cooperativa sociale che si chiama Abitus. Il 28 giugno 2014 Legambiente, come si apprende da un passaggio stringato riportato sul sito internet di IntegrA/Azione, “manifestando la volontà di uscire dalle attività che non rappresentano la mission principale, ha deliberato il recesso dalla Fondazione”.

GLI EQUILIBRI
Ma l’eredità dell’associazione ambientalista rimane forte. Lo stesso Odevaine dal 1994 al 1998 ha militato nelle sue file. E il vicepresidente di IntegrA/Azione, Francesco Ferrante, non soltanto è un ex senatore del Pd, ma è stato direttore generale proprio di Legambiente. Di sicuro il coinvolgimento di Odevaine nell’inchiesta ha creato non pochi fastidi all’associazione. Prova ne sia il fatto che sul blog di Legambiente il presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, scrive senza troppi giri di parole che “quello che ci lascia esterrefatti e se possibile ancor più incazzati, anche perché ci sentiamo parte lesa, è che uno degli arrestati, Luca Odevaine, abbia condiviso un pezzo del suo percorso con noi”. E poi la presa di distanza dalla fondazione, nella quale “non abbiamo svolto alcun ruolo né tantomeno gestito fondi o ricevuto finanziamenti”. In realtà IntegrA/Azione parrebbe più importante di quello che sembra. Tra le sue attività, per esempio, in passato c’è stato un servizio di formazione a beneficio del personale del Cara (Centro di accoglienza dei richiedenti asilo) di Mineo (Ct), in Sicilia. A quanto pare l’ente di Odevaine ha svolto il tutto senza remunerazione. Ma è appena il caso di ricordare che il flusso di immigrati in arrivo a Mineo è proprio uno dei business a cui teneva Buzzi, il ras delle cooperative rosse, accusato di essere il braccio finanziario della cupola guidata dal’ex Nar Massimo Carminati.

GLI AFFARI
In un’intercettazione lo stesso Odavaine, spiegava di essere in grado “di orientare i flussi che arrivano da giù anche perché spesso passano per Mineo, e poi da Mineo vengono smistati in giro per l’Italia, per cui un po’ a Roma, un po’ nel resto d’Italia”. A questo si aggiunga il fatto che l’ex vicecapo di gabinetto di Veltroni sedeva al Tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza del ministero dell’Interno, avendo voce in capitolo sulla sistemazione degli immigrati sul territorio. L’altro fondatore di IntegrA/Azione, come detto, è la cooperativa Abitus. Dal suo sito internet si apprende che svolge attività nei Centri gestiti dalla Domus Caritatis. Si tratta di una cooperativa che spesso è stata collegata all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone, che da tempo affitta immobili al Comune di Roma per tutta una serie di emergenze (anche se il Vicariato di Roma ha preso le distanze dicendo di non aver nulla a che vedere con la cooperativa e negando una sua riconducibilità all’Arciconfraternita). Ora, da quest’ultima cooperativa parte una girandola di collegamenti che portano di nuovo in Sicilia. La Domus Caritatis, infatti, fa parte di un consorzio che si chiama “Casa della solidarietà”, il quale a sua volta aderisce al consorzio “Calatino terra d’accoglienza”. E’ questo che gestisce il Cara di Mineo, il più grande d’Europa. Quello a cui Buzzi & Co. guardavano come fonte di business.

IL GIORNALE
Nella fondazione presieduta da Luca Odevaine, tra l’altro, spunta fuori pure una testata on line, misteriosamente sospesa qualche giorno fa. Sul sito di IntegrA/Azione, infatti, c’è un link a “Pensieri d’integrazione”, definita come testata on line della stessa fondazione. Ma il relativo sito risulta “fuori servizio per manutenzione”. Di sicuro le attività sono state sospese da poco, se solo si considera che lo scorso 19 novembre era stato pubblicato un articolo dal titolo “Roma: voglion far saltare Marino perché non s’è ancora adeguato alla loro criminalità”. Titolo più che eloquente, seguito da una sottolineatura di tutti i risultati conseguiti da Ignazio Marino: dalla chiusura della discarica di Malagrotta alle delibere sui camion-bar. Insomma, il giornale di Odevaine si era prodotto in un elogio a tutto campo del sindaco. Ma quell’articolo, come il resto del giornale, è sparito nel nulla.

Twitter: @SSansonetti