Mafia Capitale, spuntano pure i Buzzi bond. Le cooperative del tesoriere della cupola progettavano l’emissione di obbligazioni con l’aiuto di Legacoop

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di Stefano Sansonetti

Un gruppo cooperativo che pensa in grande. E che è talmente inserito nei piani alti di Legacoop da intrattenere rapporti finanziari con i principali istituti della Lega delle cooperative rosse. Sembrano non finire mai le sorprese della “29 giugno”, la cooperativa di Salvatore Buzzi, accusato di essere il braccio finanziario della cupola che emergerebbe dall’inchiesta ormai famosa come “Mafia Capitale”. Per ingrandire i canali di finanziamento del suo gruppo cooperativo Buzzi ha addirittura pensato di far emettere obbligazioni alla sua cooperativa. In ballo, si potrebbe dire, c’è un piano sostenuto dalla stessa Legacoop, fino a non molto tempo fa presieduta dall’attuale ministro del lavoro, Giuliano Poletti. La prova è contenuta in un passaggio di una sorta di relazione al bilancio 2013 firmata dallo stesso Buzzi, e riportata all’interno del magazine della cooperativa.

IL PASSAGGIO
In esso, dopo aver decantato i brillanti risultati finanziari della struttura, il presidente scrive: “Abbiamo anche studiato la possibilità con Legacoop e Coopfond di emettere minibond”. A supporto dell’operazione viene citata una ricerca della stessa Legacoop dalla quale “risulta che la cooperativa 29 giugno è una delle poche cooperative italiane con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro, con un margine operativo lordo superiore al 5% per almeno tre anni consecutivi”. Insomma, secondo Buzzi ci sarebbero le condizioni economiche per emettere strumenti obbligazionari. E rendere ancora più dinamico un flusso di denaro che certo non manca al gruppo cooperativo. A fine 2013, infatti, i ricavi delle strutture della galassia Buzzi sono arrivati a 60 milioni di euro, con un patrimonio che ha raggiunto i 16,4 milioni. E La Notizia ha già ricordato come la “29 giugno” faccia parte del Cns-Consorzio nazionale servizi, un maxiconsorzio di Legacoop che vince super appalti persino dal ministero del Tesoro. Una partecipazione talmente importante da essere citata proprio da Buzzi nella sua relazione. Di certo i rapporti tra le sue cooperative e le società di Legacoop sono a dir poco intensi. Lo chiarisce lo stesso Buzzi in un passaggio della relazione in cui spiega che “le aziende di credito con le quali lavoriamo hanno seguito lo sviluppo del nostro gruppo con un aumento delle linee di credito”. Del “pool” di istituti il presidente della “29 giugno” cita Banca Prossima (la banca per le imprese sociali del gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Etica, Unipol Banca (il colosso quotato in borsa controllato dalle medesime cooperative), Coopfond (il fondo mutualistico della Legacoop), Ccfs-Consorzio cooperativo finanziario per lo sviluppo (una sorta di veicolo di intermediazione finanziaria di cui tra le altre è socia la “29 giugno”) e Cooperfactor (la società di factoring e servizi finanziari promossa da Legacoop e partecipata tra gli altri proprio da Coopfond, Ccfs e Cns).

GLI ALTRI PROGETTI
Buzzi tra l’altro annuncia l’ “imminente varo con Banca Prossima del prestito denominato “Terzo Valore”. Con questa operazione, dopo varie vicissitudini, si sarebbe deciso di finanziare l’acquisto di immobili “da impiegare nel servizio di emergenza alloggiativa in convenzione con Roma Capitale”. Nella relazione, inoltre, il presidente sottolinea con enfasi anche l’apporto dato al suo gruppo al Consorzio Formula Ambiente, partecipato al 30% e attivo in sette regioni d’Italia soprattutto nel settore dell’igiene ambientale. Ebbene, il 2013 si è chiuso per questo Consorzio con un fatturato da 80 milioni di euro e con un utile da 900 mila euro. Ma il gruppo Buzzi si compone di tante strutture che si sono aggiunte nel corso degli anni. Da qui le cifre consistenti messe a segno dalla galassia del ras delle cooperative.

Twitter: @SSansonetti