Manager in fuga dalla Raggi. Dopo l’Ama c’è Roma Metropolitane. Lascia pure l’amministratore Santucci. I lavoratori a rischio assediano il Campidoglio

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Dopo aver dato forfait il Consiglio di Amministrazione dell’Ama, a dire addio al Campidoglio è anche l’amministratore unico di Roma Metropolitane, Marco Santucci. Tutto mentre la capitale è nuovamente invasa dai rifiuti e attorno alla società della metro, per cui la giunta di Virginia Raggi ha disposto la messa in liquidazione controllata, si sta consumando una dura vertenza sindacale.

CLIMA PESANTE. Martedì scorso, prima che l’assemblea dei soci si riunisse e dopo le prime notizie del ferimento di alcune persone quando la Polizia ha forzato il blocco dei lavoratori all’ingresso della sede di Roma Metropolitane, in via Tuscolana, l’amministratore unico Santucci ha mollato. “La liquidazione – ha scritto nella lettera di dimissioni il manager scelto lo scorso anno dallo stesso Movimento 5 Stelle – si pone in totale antitesi con il mandato del sottoscritto, volto al risanamento della società: finalità, quest’ultima, che ho perseguito con tutte le mie energie”.

Parole dure verso l’esecutivo di Virginia Raggi quelle di Santucci: “Auspico che l’Amministrazione abbia valutato tutti gli effetti della propria scelta ciò anche in considerazione della delicatezza e della rilevanza dei procedimenti a carico della società, con particolare riferimento alla linea C, e degli stanziamenti già acquisiti per le esistenti metropolitane A e B, per i quali eventuali ritardi nella progettazione e nella successiva fase di gara potrebbero comportare la revoca del finanziamento”.

Intanto anche ieri i lavoratori dell’azienda ormai giunta al capolinea sono tornati in piazza a manifestare. In 150 rischiano il posto. “Raggi ci dica se la sua intenzione è smantellare tutte le partecipate e lasciare un deserto. Inaccettabile quello che è successo a Roma Metropolitane”, hanno urlato nel presidio davanti al Campidoglio. “Roma non si liquida”, hanno proseguito. “Quello che è stato davvero triste è che oltre a voler smantellare il servizio pubblico delle partecipate si vuole anche calpestare la possibilità di manifestare”, ha dichiarato Giulio Pelonzi, capogruppo del Pd in Campidoglio, riferendosi al ferimento dell’onorevole Stefano Fassina durante l’intervento martedì scorso della Polizia.

L’ALTRA GRANA. Intanto, per quanto riguarda l’Ama, l’azienda che si occupa dell’igiene urbana, dopo l’addio del CdA, la sindaca Raggi ha nominato come amministratore unico Stefano Zaghis, che ieri ha incontrato in Campidoglio l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti e il direttore generale Franco Giampaoletti per discutere del bilancio, su cui si è consumato lo strappo con il Consiglio di amministrazione. Il nome di Zaghis era già circolato un anno fa, dopo le dimissioni dell’ex amministratore Lorenzo Bagnacani. è da tempo un attivista del Movimento 5 Stelle ed è l’ex portavoce di Marcello De Vito, quando quest’ultimo, poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, si candidò come sindaco alle comunali del 2013. Un esperto di finanza e marketing che mai si è occupato di rifiuti.

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