Mancia con beffa, quasi un milione e mezzo di italiani deve restituire gli 80 euro di Renzi. In una volta sola

di Stefano Iannaccone
Politica

Gli 80 euro di Renzi sono diventati una sorta di mito politico. Per molti analisti la misura gli ha permesso il risultato record (oltre il 40% dei voti) alle Europee del 2014. Ma, ora, si presenta il lato oscuro di quel famoso bonus. Almeno 1,4 milioni di italiani hanno ricevuto l’amara sorpresa: dovranno restituire gli 80 euro percepiti mensilmente. Con un’ulteriore beffa: dovranno farlo in un’unica soluzione. E per 798mila lavoratori la restituzione deve essere integrale, mentre per circa 600mila è solo parziale.

Ma per quali motivi bisogna dare indietro la somma? Il problema risiede in un aspetto semplice: la crescita del reddito ha fatto perdere il “beneficio” (che spetta solo ai redditi inferiori a 26mila euro l’anno). Infatti, chi è vicino a quella soglia, e magari ha accumulato una maggior numero di ore di strardonario, il pericolo è diventato realtà. A causa di una ingenuità: non hanno comunicato all’Inps la “rinuncia volontaria” al bonus. Ma c’è anche un possibile errore nella compilazione della dichiarazione dei redditi sul modello 730 precompilato alla base della restituzione degli 80 euro.

Ed è proprio quello relativo agli errori nel modello che rappresenta il caso più grave, peraltro già oggetto di un’interrogazione parlamentare per il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Simone Baldelli. “Gli utenti hanno più volte segnalato che nel sistema di precompilazione vi erano dati parziali o addirittura errati; nello specifico, mancando l’indicazione dei giorni lavorati, il software ha rilevato più di 365 giorni lavorativi, azzerando dunque il numero e facendo in modo che il contribuente perda il diritto a detrazioni e bonus”, aveva messo in guardia l’esponente del partito azzurro. Così “una certa quantità di contribuenti si è ritrovata nelle condizioni di dover restituire il bonus degli 80 euro, soprattutto a causa della scarsa attendibilità del modello compilato dagli uffici delle imposte, in particolare per quanto riguarda le detrazioni; il nuovo modello precompilato, infatti, non le contempla e, se le prevede, non garantisce sul corretto inserimento, che ovviamente è a svantaggio del contribuente e a vantaggio del fisco”, aveva sottolineato Baldelli. Ma la sua interrogazione non ha mai ricevuto una risposta nel dettaglio. Perciò il vicepresidente della Camera ha parlato di “pressappochismo” del Governo.