Manovra, arriva anche la fiducia del Senato. Per Gentiloni è una spinta alla crescita. Ma non mancano le solite mancette

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Passa l’esame del Senato la manovra. Palazzo Madama ha votato la fiducia al Governo sul ddl di bilancio: 140 i voti favorevoli e 97 quelli contrari. “Il Senato ha varato la Legge di Bilancio. Con risorse limitate, una spinta alla crescita. Il contratto degli statali firmato stanotte era atteso da un decennio. L’Italia merita fiducia”, ha scritto in un tweet il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Nella giornata di ieri era arrivata la fiducia da parte della Camera con 270 voti favorevoli, 172 contrari e 5 astenuti. Quello che, nelle intenzioni, sarebbe dovuto essere un provvedimento snello e mriato alla fine ha messo in atttoil solito assalto alla diligenza, con tanti provvedimenti che hanno il sapere di contentino o mancetta. Una Manovra che nel complesso vale quasi 28 miliardi.

Tra i provviedimenti in primi quelli per favorire le assunzioni stabili. A partire dal 1 gennaiosgravio del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti. Il bonus è valido per gli under 35 nel 2018 e per gli under 30 a decorrere dal 2019. Per quanto riguarda le pensioni allargata a 15 categorie di lavori gravosi la platea di chi può accedere all’Ape social a carico dello Stato.  Per la pubblica amministrazione vengono finanziati 2,8 milairdi per il contratto nel pubblico impego dopo otto anni di blocco. Aumento di 85 euro, con una tantum di oltre 500 euro. Stanziate anche risorse per la lotta alla povertà. Fondi per la scuola e per la stabilizzazione dei docenti e del personale amministrativo. Le graduatorie del concorso del 2015 vengono prorogate appositamente di un anno. Bonus anche per i nuovi nati e per la casa. Ma sono davvero miriadi tutti i provvedimenti contenuti.