“Manovra correttiva? No, grazie”

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Lei esclude categoricamente una manovra correttiva che vuol dire nuove tasse? “Assolutamente sì”. Così Matteo Renzi risponde a Radio 24 il giorno dopo la gelata sul Pil che, nel primo trimestre dell’anno, ha registrato nuovamente il segno meno dopo una piccola crescita dell’ultimo trimestre del 2013.

Anzi, il premier rilancia promettendo il bonus Irpef anche per pensionati, partite Iva e incapienti. “Il prossimo anno – dice il presidente del Consiglio – lo faremo. Mi dispiace molto che non siamo riusciti a metter dentro pensionati, partite iva e incapienti. Spero che riusciamo a farlo con la legge di stabilità, cioè con il documento che si fa nell’ottobre-novembre 2014”.

Affrontando più in generale il tema dello stato dell’economia Renzi ha sottolineato il suo ottimismo. “Non è ottimismo stupido – ha spiegato – ma che fa i conti con la realtà: non diciamo che la crisi sia finita ma i segnali della ripresa sono importanti”. Commentando poi i dati sul Pil diffusi ieri dal’Istat Renzi ha infine affermato: “Abbiamo dati sostanzialmente uguali a quelli di Francia e Germania. Si deve accelerare sulle cose necessarie per il rilancio”.

Quanto ai rapporti con i sindacati il premier va dritto per la sua strada. “Se un presidente del consiglio non è d’accordo con la Cgil non è uno scandalo

– aggiunge Renzi – mi pare che sia un elemento incoraggiante. Noi non abbiamo paura di dire che il Pd non è il sindacato e chi vota il Pd il 25 maggio non vota il sindacato”. “Quando il sindacato fa il suo lavoro – continua ricordando l’accordo con Electrolux – io sono contento. Il mio problema è quando il sindacato vuol fare politica o peggio ancora quando si occupa di formazione, di quei business…”.