Manovra, Renzi non dice addio alle armi. Aumentano i fondi per il 2016. E quelli per il Servizio Civile restano solo promesse già tradite

di Carmine Gazzanni

Eppure l’aveva promesso in diretta televisiva solo pochi giorni fa. Matteo Renzi, appena due settimane orsono, aveva detto alla trasmissione di Fabio Fazio: “Nella legge di Stabilità il fondo per il servizio civile sarà aumentato di 100 milioni di euro, fondi necessari per avviare l’anno prossimo 100 mila volontari”. Ecco: i 100 mila volontari possono risedersi anche da subito. Le promesse renziane hanno le gambe corte e così basta andare a scorrere gli allegati alla Legge di Stabilità per il 2016 per appurare che i promessi 100 mila euro aggiuntivi non ci sono. E, probabilmente a questo punto, non ci sono mai stati. Eppure il premier ci credeva davvero, tanto da ribadirlo anche nel corso della conferenza stampa di presentazione della Manovra (fatta, ovviamente, solo con slide e cinguettii e senza un testo di riferimento, in perfetto stile renziano): “Con 400 milioni su fondo legge per il dopo di noi. Aumenta il Servizio Civile”. Ma ora la domanda: aldilà di annunci e strombazzamenti cosa resta? Nulla. Guardando le tabelle del testo presentato in Senato domenica 25 ottobre, i fondi destinati al Servizio Civile Nazionale ammontano a 115 milioni. Esattamente come l’anno scorso. Ergo: dei 100 milioni promessi a milioni di italiani in diretta Tv nessuna traccia.

ARMIAMOCI E PARTITE – Ma non è tutto. LaNotizia, infatti, è andata a scorrere nel dettaglio gli allegati alla Legge di Stabilità. Ed ecco che, se è rimasto a secco la voce di spesa relativa al servizio civile, un altro capitolo è stato rifocillato. Esattamente, destino beffardo, con 100 milioni di euro. Di cosa parliamo? Semplice: del “contributo per il proseguimento del programma di sviluppo per l’acquisizione delle unità navali Fremm”. Parliamo, in altre parole, delle fregate della marina italiana. Insomma, ancora soldi per gli investimenti in armamenti. Ma le curiosità non finiscono qui. Dalle tabelle, infatti, emerge un rifinanziamento di 100 milioni, appunto, che si aggiunge a una quota già alta (526 milioni), che porta il fondo complessivo a ben 626 milioni di euro. E che durerà peraltro negli anni dato che il programma pluriennale scadrà solo nel 2025.

FREGATE E CACCIA – Ma non basta. Perché, checché ne dica il ministro Roberta Pinotti che pochi giorni fa aveva espresso il timore che i fondi per la Difesa venissero tagliati, gli investimenti per le armi non sono affatto calati. Tutti i capitoli di spesa sono stati confermati. Anzi. Anche qui spiccano alcuni interessanti rifinanziamenti, come quello per le imprese che investono nel settore aeronautico: ben 280 milioni che, in aggiunta ai 757 già stanziati, portano il capitolo a sfondare la soglia del miliardo. Insomma, tra rifocillamenti vari, gli investimenti per il settore armi non soffrirà alcuna crisi né politiche di spending review. E alla fine le tabelle parlano chiaro: la spesa preventivata per progetti già avviati, dall’aeronautica alla marina, supera i due miliardi di euro. Anche quest’anno.

Tw: @CarmineGazzanni