Manovre al Senato per salvare i vitalizi. La Commissione contenziosa deciderà il 20 febbraio. Il conflitto d’interessi sollevato da La Notizia è rimasto irrisolto

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C’erano volute le dimissioni della grillina Elvira Evangelista, il 4 novembre scorso, seguite da quelle del collega supplente Francesco Castiello, dalla Commissione contenziosa del Senato per bloccare il colpo di spugna contro il taglio dei vitalizi. Ieri l’organo giudicante di primo grado di Palazzo Madama, presieduto da Giacomo Caliendo (Forza Italia, nella foto), ha rinnovato l’istruttoria sugli oltre 700 ricorsi degli ex senatori contro il ricalcolo degli assegni alla presenza della neo commissaria M5S, Alessandra Riccardi, che ha rimpiazzato la Evangelista, rinviando per la camera di consiglio (e la sentenza), su richiesta della stessa Riccardi, al prossimo 20 febbraio. Quando si ripresenteranno, irrisolti, i nodi – e le ombre – denunciati da La Notizia. A cominciare dal conflitto d’interessi in seno alla Commissione per i rapporti tra il capo di gabinetto della presidente del Senato Casellati (che ha nominato i commissari), Nitto Palma, con il presidente della contenziosa Caliendo e il membro laico Cesare Martellino. Senza contare che tra i ricorrenti figurava lo stesso Palma, che ha poi ritirato il ricorso dopo gli articoli del nostro giornale. Non resta che attendere il verdetto finale. Ma l’aria che tira non promette niente di buono. Il colpo di spugna è dietro l’angolo.