Marche, Veneto e Trento arancioni da martedì. L’indice Rt nazionale scende ma le terapie intensive sono ancora sopra la soglia critica

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore dopo i tre giorni di area rossa nazionale (3, 4 e 5 aprile). A partire da martedì 6 aprile le regioni Marche e Veneto e la Provincia Autonoma di Trento passeranno, dunque, in area arancione.

Questa settimana, secondo i dati forniti da Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute (qui la conferenza stampa), continua la diminuzione dell’incidenza del coronavirus rispetto alla settimana precedente (232,7 per 100.000 abitanti (22/03/2021-28/03/2021) rispetto a 240,3 per 100.000 abitanti (15/03/2021-21/03/2021).

L’incidenza resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Nel periodo 10-23 marzo, l’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,98 (range 0,87- 1,11), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto uno, anche se il limite superiore lo supera.

Il tasso di occupazione nelle terapie intensive a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (41% vs 39% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021).

Rimane alto il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (14 Regioni/Province Autonome vs 12 della settimana precedente). In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (49.186 vs 53.837l la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,4% vs 33,8% la scorsa settimana).

 

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