Mare Mortum. Nuova tragedia a largo della Libia. Gommone si rovescia in mare: oltre cento dispersi. Recuperati i corpi senza vita di tre bimbi

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Mentre l’Europa discute sull’accoglienza in mezzo al mare si continua a morire. Un nuovo naufragio si è registrato a sei chilometri dalla costa libica dove un gommone con 120 persone a bordo si è rovesciato in mare.

Sono 16 le persone tratte in salvo dalla Guardia costiera libica e trasferite ad Al-Hmidiya, a 25 km a est del confine. Oltre cento i dispersi. Recuperati i corpi senza vita di tre bambini che erano a bordo del gommone.

Nel giorno del veritice di Bruxelles e di questa nuova tragedia a largo della Libia è arrivato il durissimo commento da parte di Medici senza frontiere che non le ha certo mandate a dire all’Europa: “Le politiche europee condannano le persone a rimanere intrappolate in Libia o ad annegare”. Il durissimo commento non ha risparmiato neanche il premier italiano Giuseppe Conte: “Mare Nostrum cancellata, accordo trasferimento rifugiati incompiuto, confini europei chiusi e navi ong bloccate. Conte, è questa l’Europa che vogliamo?. Gli stati membri dell’Ue stanno abdicando alla loro responsabilità di salvare vite e deliberatamente stanno condannando le persone a essere intrappolate in Libia o a morire in mare – afferma il responsabile delle emergenze Karline Kleijer – Lo fanno essendo pienamente consapevoli delle violenze e degli abusi estremi che migranti e rifugiati soffrono in Libia. Msf torna dunque a “esortare i governi europei a mostrare un po’ di decenza: parliamo di parlando di vite umane e sofferenze umane, si puo’ cominciare impegnandosi nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare e facilitando lo sbarco rapido nei porti sicuri più vicini, che non sono in Libia”.

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