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Maria De Filippi e il cul de sac della popolarità

Maria De Filippi sembra non godere più dell’intoccabile fama di un tempo e si scontra anche lei con la fragilità della popolarità altrui.

Maria De Filippi e il cul de sac della popolarità

Parliamoci chiaro: Maria De Filippi non brilla per integerrima equità. Il termine “pongo-regolamento” è stato coniato dai detrattori per sottolineare il diverso trattamento tra alcuni allievi ad “Amici”, ma è applicabile anche al modo in cui vengono presentati tanti personaggi del suo macro-mondo televisivo, in particolare a “Uomini e Donne” che, per la prima volta non senza malumori, è tornato in tv da settembre, detronizzando la soap opera turca con numeri da capogiro “Far Away”. Strano, perché il pubblico di riferimento dovrebbe essere lo stesso, e quindi i prodotti televisivi, per quanto afferenti a generi diversi, similmente sovrapponibili.

Ma Maria sembra non godere più dell’intoccabile fama di un tempo, i suoi programmi di successo non le garantiscono una sicura immunità dal parlarne male e un certo nervosismo serpeggia nella “sacra reda” (la redazione di “Uomini e Donne”, come la chiamano i siti di gossip specializzati in dinamiche televisive) per l’ennesimo errore in sede di casting”, tra i nuovi tronisti. Succede così, come di consuetudine, che Maria attinga ad uno dei nomi ormai popolari dell’edizione appena passata di “Temptation Island”: usato garantito da un’estate intera di copertine e TV, fidelizzazione dello spettatore, un certo tipo di umanità con cui è facile empatizzare. Giovanni Grazioso, trentaduenne venditore ambulante a Catania, guadagnava poche decine di euro al giorno ma era felice: da quando è tronista ha perso la semplicità che aveva fatto innamorare di lui mezza Italia. Certo, il parterre di “Uomini e Donne” non gli sconta nessun imbarazzo e la stessa presentatrice in un paio di occasioni ha infierito con un certo paternalismo per “cazziare” atteggiamenti che quasi tutti i tronisti hanno assunto in passato ma con più benevolenza.

Anche Maria De Filippi si scontra con la fragilità della popolarità altrui

Chi segue il programma sa che l’intervento di Maria è sempre l’anticamera per il dimenticatoio, ma il caso di Giovanni apre una riflessione che va oltre il personaggio televisivo, perché la popolarità richiede risorse psicologiche, emotive e culturali per sostenere quell’attenzione mistificatoria: raccontarsi senza rimanere intrappolati nelle proprie contraddizioni e avere sufficiente consapevolezza di sé per tutelare l’immagine che si sta trasmettendo non sono attitudini “popolari”. Prima di mettere qualcuno sotto i riflettori, bisognerebbe chiedersi se è pronto per sostenerne il peso e interrogarci anche su chi quei riflettori li accende.