Marina fa già politica. Qualsiasi cosa dica nessuno le crede

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Lapo Mazzei

D’accordo, Marina Berlusconi ha ridetto no – “Non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica” – anche se la leggenda metropolitana narra l’esatto contrario. Lei (Marina la Zarina) vorrebbe eccome. Lui (San Silvio da Arcore), glielo impedisce. Che la verità stia nel mezzo è plausibile – e potrebbe chiamarsi Barbara (Berlusconi ovviamente) – ma è altrettanto plausibile che tutta questa commedia del dentro e fuori sia propedeutica ai sondaggi, tanto cari al Cavaliere. Insomma, se Renzi ha cambiato passo e adesso avanza al trotto, l’ex presidente del Consiglio ha deciso di accelerare, mandando al galoppo i suoi cavalli di razza. Razza Berlusconi ovviamente. Il problema oggettivo, in questa fase, è riuscire a decifrare dove stiano il vero e il verosimile, nella convinzione che mai come oggi la politica italiana sia finita in una sorta di mondo in vetrina dove tutto è riflesso e deformato. E le larghe intese altro non sono che i vetri davanti ai quali si muovono  le ombre, alcune delle quali destinate a dissolversi con la luce del sole, altre a prendere forma umana. Marina sarà una di queste? Difficile dirlo, certo è che il dibattito in corso, volendo uscire dalla metafora, ruota attorno a lei tanto nel Pdl quanto nel Pd. All’ombra del Cavaliere, che diventa sempre più lunga e ingombrante ogniqualvolta  smentisce le voci di una sua discesa in campo alla guida della (ri)nascente Forza Italia. Di fronte a quelle che definisce le “ennesime voci e ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni pur minimo collegamento con la realtà”, le ipotesi si accavallano come legna da ardere per l’inverno.

La figlia del Cavaliere, presidente di Fininvest e Mondadori, ha ribadito in una nota di voler continuare nella sua attività imprenditoriale: “Per la politica ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai oltre vent’anni. Questo è il mio passato e il mio presente, e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego di prenderne atto”. Farlo non costa nulla. Ma il reiterato diniego, alla fine, ha sempre più il sapore del suo esatto contrario: non ora. Già, ma se non ora  quando? Quando si andrà al voto o prima?  In un’intervista all’Huffington Post Italia a Marina fa eco un’altra figlia dell’ex presidente del Consiglio, la sorella Barbara: “Noi non intendiamo far politica. Ci sono molti giovani capaci che vogliono farla e io confido in loro”. Barbara, poi, attacca frontalmente la classe dirigente del Pdl. “Ci sono tanti che hanno finto di sposare le idee politiche di mio padre, ma che in realtà agivano per interesse personale. Per le poltrone e per il potere. Il loro interesse privato, unito a una palese inadeguatezza, oggi si manifesta in una totale assenza di idee e contenuti politici”. Falchi e colombe non si agitano solo dentro al Pdl ma esistono quindi anche in casa Berlusconi. Un’evidente duplicazione del processo politico  in chiave familiare. E in una  giornata già ricca di spunti e polemiche arriva un’altra smentita. Questa volta il mittente è il ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano, il quale spiega a Bruno Vespa (nel nuovo libro del giornalista dal titolo “Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica”, edito da Mondadori-Rai Eri) che “non è vero che circola un documento degli innovatori già da far sottoscrivere per il prossimo Consiglio nazionale”. Un appuntamento che, dopo l’azzeramento delle cariche del Pdl deciso nell’ufficio di presidenza di venerdì scorso, dovrebbe sancire ufficialmente il ritorno a Forza Italia il prossimo 8 dicembre, in concomitanza con le primarie per l’elezione del segretario del Pd.

Nel frattempo fra smentite e conferme c’è chi avanza ipotesi. Il senatore del Pdl Lucio Malan, uno di quelli abituati a giocare con i numeri (più e meglio di Verdini, dicono gli azzurri della prima ora), sostiene che tra Alfano e Marina Berlusconi  sceglierebbe la figlia del Cavaliere. Certo, la Cavaliera “andrebbe incontro ad attacchi pesanti, e ha sempre detto di no. Se lei riesce ad esprimere anche solo una parte della capacità di leadership del padre – ammette – vale parecchio”. Quanto di più rispetto ad Alfano? “Facciamo dieci volte, come base a salire”, ha detto Malan.
I bookmaker, che si solito hanno un gran fiuto per queste cose,  non credono nella successione politica di Marina alla guida del Pdl o di Forza Italia, dopo il Cavaliere. Il rifiuto da parte della primogenita di Silvio Berlusconi,  secondo quanto riferisce Agipronews,  viene quotato a 1.15 contro i 3.50 volte la posta per chi scommette sul cambio di guardia. Conviene provare…