Palazzo Chigi con vista Quirinale. Rischio conflitto d’interessi per SuperMario Draghi

Draghi intende candidarsi a presidente della Repubblica? Vuole passare da Palazzo Chigi al Quirinale? E come intende arrivarci?

Illustre Presidente del Consiglio Prof. Mario Draghi, sarebbe ora di chiarire alcuni fatti che sono stati completamente persi di vista nelle fasi del caotico, massiccio e inspiegabile attacco al governo che ha preceduto il suo esecutivo.

CONFERENZA STAMPA DI DRAGHI E LOCATELLI

Palazzo Chigi con vista Quirinale. Rischio conflitto d’interessi per SuperMario Draghi

Sulla inspiegabilità di quegli eventi ho le mie ider, ma non è questo il punto. Il quesito su cui lei dovrebbe fare chiarezza, per un obbligo morale e istituzionale, è il seguente: quali sono i suoi piani personali? È noto che da tempo lei viene indicato come il più autorevole candidato al Quirinale, quando scadrà il mandato del Presidente Mattarella. Che lei nutra questa ambizione è più che legittimo. Ma non privo di conseguenze. Lei intende candidarsi o accettare una candidatura? Se sì, ne dobbiamo dedurre che il prossimo gennaio lei intende abbandonare la guida del governo, proprio in un momento cruciale per il nostro Paese, quando – si spera – la ripresa economica sarà appena avviata e molto del benessere di noi tutti e delle prossime generazioni dipenderà dai rapporti con l’Europa e dagli sviluppi del Next generation-Ue, quello che viene comunemente detto Recovery Plan. Sarebbe come pilotare un aereo e, a viaggio iniziato, lanciarsi col paracadute, lasciando i passeggeri al loro destino.

Ora, se il suo progetto di cursus honorumè quale ho esposto, esso è formalmente legittimo, ma moralmente e istituzionalmente ambiguo e deleterio, in quanto pone dei limiti ben ovvii al suo operare da Capo del governo. Come abbiamo intuito nella recente decisione di imprimere una svolta “aperturista” all’Italia, lei è apparso cedere a pressioni non solo della “piazza” ma soprattutto di partiti o meglio di un partito, la Lega, che ha un doppio interesse politico nelle riaperture: doppio perché mira ai consensi delle categorie interessate e perché mira a rintuzzare la concorrenza di Fratelli d’Italia. Lei ha riaperto gran parte delle attività produttive in condizioni che obiettivamente avrebbero consigliato il contrario: lei sa benissimo che l’Uk, il Paese modello in questo frangente, ha cominciato a riaprire, molto cautamente, solo dopo aver vaccinato il 70% della popolazione, non il 15% come noi.

Il Quirinale e il banchiere

È evidente dunque che, se quanto ho detto fin qui risponde a realtà, lei opera in una condizione di handicap, perché non è libero di agire per il meglio della nazione e si trova nella posizione di aver bisogno del più largo consenso possibile per attuare la sua mira personale di conquista del Quirinale. In altre parole, la sua azione di governo non è libera, ma è impacciata o in certa misura impedita dal fatto che lei non ha interesse a inimicarsi i partiti che potrebbero favorire il suo obiettivo.

Questo rappresenta un chiaro conflitto d’interessi: un conflitto tra le sue mire personali – ripeto, legittime ma personali – e l’obbligo pubblico di garantire la migliore pratica di governo o, come recita la Costituzione, di “adempiere con disciplina e onore”. Se invece questo non fosse il caso e lei non fosse disponibile a candidarsi al Quirinale, sarebbe quanto mai opportuno, anzi necessario, che lei lo comunicasse chiaramente al Paese: dissiperebbe una nube di dubbi e di sospetti che circonda le sue decisioni. In mancanza di tale chiarimento, saremmo legittimati a ritenere il contrario e quindi a constatare un pesante conflitto d’interessi che si incarna nella sua persona. Ripeto ancora, l’aspirazione di raggiungere la più alta carica di questo Paese è legittima, ma il suo bel sogno rischia di tramutarsi, per gli italiani, in un incubo terrificante. Chiarisca la sua situazione e sarà meglio per tutti, in ultima analisi anche per lei.

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