Marò, l’Italia s’è desta. Dopo l’ennesimo schiaffo indiano il Governo reagisce e richiama l’ambasciatore. L’esecutivo dice basta alle prepotenze di Nuova Delhi

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Prova di forza del governo italiano. A pochi giorni dal Natale arriva l’ennesimo schiaffo da parte della Corte suprema indiana ai due marò. Da una parte c’è Massimiliano Latorre che aveva chiesto un’estensione del suo soggiorno in Italia, accordatogli dopo l’ictus che lo aveva colpito a settembre. Dall’altra c’è Salvatore Girone, che aveva chiesto il permesso per poter trascorrere le festività natalizie in Italia. Ma ieri, per tutti e due, non c’è stato niente da fare. La Corte, inflessibile, ha risposto con un secco “no” alle loro istanze.

BRACCIO DI FERRO
D’altro canto, però, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo a Porta a Porta si è opposta al rientro di Latorre: ”Latorre si deve curare qui in Italia, ce lo stanno dicendo i medici e non vedo quindi come possa tornare in India. Noi non ci muoviamo da questa posizione”, ha dichiarato. “La decisione della Corte suprema indiana- ha aggiunto- è una doccia gelata, è incomprensibile anche dal punto di vista umanitario e l’Italia non può che reagire”. Per motivare la “doccia gelata”, il presidente della Corte ha sostenuto che la richiesta non poteva essere accettata perché l’inchiesta della morte dei due pescatori “non è finita” e “i capi di accusa non sono stati ancora presentati”. “Anche le vittime – ha concluso – hanno i loro diritti”. A questo punto è evidente che pesa, nella decisione della Corte Suprema indiana, il precedente del Natale 2013. A quel tempo, un’improvvisa decisione del governo italiano annullò il previsto ritorno dei due marò a New Delhi dopo le vacanze di Natale, provocando un inasprimento della crisi. Inasprimento solo parzialmente mitigato dalla decisione, infine, di rimandarli indietro.

LE REAZIONI
L’ennesimo schiaffo ai militari e al nostro Paese ha risvegliato l’orgoglio dei nostri politici. Inequivocabile la presa di posizione del Quirinale: “Il presidente della Repubblica, fortemente contrariato dalle notizie giunte da Nuova Delhi circa gli ultimi negativi sviluppi della vicenda dei marò – si legge in una nota diffusa nella tarda mattinata – resterà in stretto contatto con il governo e seguirà con attenzione gli orientamenti che si determineranno in Parlamento”. Intanto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato che il governo si impegnerà a partecipare ai lavori delle commissioni Esteri e Difesa sul caso dei marò.

IL FALLIMENTO
Già, Renzi, e prima di lui i vari premier che si sono succeduti a Palazzo Chigi, non hanno saputo far riportare a casa i due ufficiali di Marina. Tanto che la giustizia indiana si è sentita in diritto, per l’ennesima volta, di calpestare i due militari. Simbolo del nostro Tricolore.