Martina non si dà all’ippica e i purosangue restano al palo. Il ministero non ha erogato ancora i fondi

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Nemmeno i cavalli riescono più galoppare in Italia. E fanno pure fatica a procedere al piccolo trotto. Perché il settore vive un autentico tracollo. Per l’ippica tricolore, insomma, non si intravede la luce in fondo al tunnel. Come se non bastasse, ora, i proprietari delle scuderie sono al verde a causa dei mancati pagamenti del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), guidato dal visegretario del Partito democratico, Maurizio Martina. Così i purosangue restano fermi al palo: le erogazioni previste non rispettano la tempistica del saldo a 60 giorni.

La questione – Il deputato della Lega Nord, Guido Guidesi, ha così presentato un’interrogazione alla Camera per chiedere chiarimenti e soprattutto ottenere un cambio di passo,  evitando la penalizzazione al settore che dà lavoro a migliaia di addetti e artigiani. “Sembra che alcuni proprietari, a causa di questi ritardi nei pagamenti, comincino a disertare la partecipazione agli appuntamenti internazionali italiani e quindi non far correre nel nostro Paese i loro cavalli”, ha denunciato il parlamentare del Carroccio. E non solo: l’European Pattern Committee (l’organismo che decide il calendario delle competizioni internazionali), nel mese di gennaio 2017 ha escluso tre Gran Premi Italiani, proprio per il ritardato pagamento dei premi. In pratica l’Italia sta sparendo dalle gare più prestigiose per responsabilità del ministero di Martina. Che finisce per danneggiare l’intero indotto del settore, in cui trovano occupazione migliaia di addetti.

Lunga crisi – L’ippica ha iniziato il suo avvitamento con la fine dell’Unione nazionale incremento razze equine, nota con la sigla Unire. La gestione tutt’altro che esemplare ha portato allo scioglimento dell’ente nel 2011 e la sostituzione con l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (Assi), che a sua volta è stata chiusa nel 2012 con il trasferimento delle funzioni al ministero. Ma da allora il settore non è certo rinato. Anzi. “C’è un totale immobilismo del Governo. In 4 anni sono cambiati tre presidenti del Consiglio, ma nessuno ha detto cosa vuole fare con l’ippica”, ha detto Guidesi a La Notizia. “L’unica interpretazione – ha aggiunto il deputato leghista – è quella di volerlo far morire lentamente. Attendiamo qualche risposta dal sottosegretario Castiglione (che ha la delega al settore, ndr)”. Il bubbone è del tutto esploso di recente dopo la denuncia di Mario Hofer, allenatore di purosangue, che avrebbe voluto far correre il cavallo Diplomat al premio Presidente della Repubblica, uno degli appuntamenti internazionali del galoppo. Ma le sue intenzioni sono rimaste frustrate. “Il proprietario non gli ha permesso  latrasferta, in quanto ancora non gli è stato pagato il premio vinto dallo stesso cavallo nell’edizione dello scorso anno, come anche i premi vinti dal cavallo Hargeisa a giugno 2016 nel Premio Primi passi a Milano e dal cavallo Eskimo Point, sempre a, Milano, a settembre 2016 nel Premio Cancelli”, ha riferito Guidesi. La perfetta fotografia di un Governo che ignora pure l’ippica.