Mascherina e distanziamento. O si rischia un altro lockdown. Speranza conferma i dati positivi ma invita alla cautela. E pure il negazionista Salvini fa retromarcia

di Maria Elena Cosenza
Politica

Il Covid-19 è tornato prepotentemente in Europa. Lo si capisce non solo dai numeri di contagi di paesi coma la Spagna, la Francia o la Germania (leggi l’articolo). Perché la questione sanitaria torna a preoccupare dopo una breve pausa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel question time alla Camera, ha nuovamente evidenziato l’importanza delle mascherine, del lavaggio frequente delle mani e del distanziamento sociale nei luoghi chiusi per evitare un nuovo picco di contagi. Buone pratiche da mantenere – con buona pace dei negazionisti – soprattutto nel trasporto pubblico. Anche se “l’ordinanza – ha detto Speranza – non è legata solo alla vicenda dei treni ma al rispetto delle regole essenziali. I termini dell’ordinanza verranno confermati nel dpcm che approveremo”.

Il rispetto del distanziamento sociale, secondo gli esperti, rimane il metodo più efficace per evitare un nuovo innalzamento del numero dei contagi da coronavirus. Numeri alla mano l’Italia è tra i Paesi europei che “meglio sono riusciti a contenere il contagio”. Nei giorni scorsi, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha indicato l’incidenza del virus su 100mila abitanti. L’Italia ha 5,7, la Germania 8,4, la Francia 19, la Spagna 53,6 e la Romania a 75,1. “L’Italia è dunque qui il Paese meglio collocato – ha detto il ministro – non dobbiamo vanificare il lavoro impressionante fatto negli ultimi mesi e quindi le tre regole essenziali, ovvero mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani”.

Abitudini che non devono essere perse, ha continuato Speranza, aggiungendo che il lavoro di confronto con le Regioni, definito fondamentale, va avanti proprio in questa direzione: “le istituzioni e il sistema sanitario nazionale finora hanno retto e il nostro obiettivo è continuare su questa battaglia perché siamo fuori dalla tempesta ma la battaglia non è ancora vinta e un dialogo positivo e costante tra governo e regioni è indispensabile per vincere questa sfida”. Ha ribadito, così, la posizione del governo, soffermandosi sul tema dei voli: “Le regole essenziali, tra cui il distanziamento di un metro, devono essere necessariamente rispettate nei luoghi chiusi” ha detto il ministro. “È però evidente che possono esserci eccezioni nel caso in cui il comitato tecnico scientifico riconosca dei protocolli di sicurezza, esattamente come avvenuto per le compagnie aree, dove il sistema di ricambio d’aria consente un livello di sicurezza anche senza gli evidenti limiti di distanziamento”.

Tutto chiaro se non fosse che l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, Enac, ha inviato proprio in questi giorni una lettera alla compagnia low-cost irlandese, Rayanair, accusata di non rispettare i protocolli Covid a bordo dei suoi mezzi. L’Enac ha precisato che se non porrà rimedio verrà sospesa ogni attività di trasporto aereo negli scali nazionali. “Una violazione gravissima e intollerabile – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – è inaudito che sia messa in pericolo la salute dei passeggeri, non rispettando i protocolli anti-Covid. Se la diffida dell’Enac non produrrà effetti immediati, che sia subito sospesa l’attività di trasporto”.

Ma questa non è l’unica contraddizione in clima di emergenza sanitaria. Basti guardare proprio nei palazzi del potere. Esempio lampante è il senatore e leader della Lega, Matteo Salvini, che dopo aver girato in lungo e in largo l’Italia privo dei dispositivi di sicurezza, di cui sopra, ha fatto finalmente retromarcia. Forse piccato dal monito del capo dello Stato, Sergio Mattarella – “la libertà non è il diritto di fare ammalare gli altri” – finalmente il leghista si è fatto notare con la mascherina.