Dalle mascherine ai test salivari. Bianchi smentito pure da Ricciardi. Dispositivi di sicurezza da tenere anche in classe. Il consulente di Speranza frena il ministro della scuola

scuola Bianchi
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Con toni trionfalistici il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi annuncia che “Per la prima volta nella storia della Repubblica sarà realizzato l’impegno di ripartire il 13 settembre avendo tutti i docenti indicati dal ministero al loro posto”. Il titolare del Dicastero di Viale Trastevere, in audizione ieri davanti alle commissioni Cultura di Camera e Senato, fa il punto sulle misure messe in campo in questi mesi per la ripartenza della scuola in presenza, da lunedì prossimo al via nella gran parte delle regioni italiane, e snocciola un po’ di numeri: completate 58.735 assunzioni in ruolo di cui 14.194 per il sostegno e altri 113.544 mila incarichi annuali assegnati, di cui 59.813 sul sostegno. “Un lavoro titanico, collettivo”, commenta, omettendo però di dire che i quasi sessantamila innesti sono frutto del concorso indetto a suo tempo dal suo predecessore, la pentastellata Lucia Azzolina.

DOPPIA SMENTITA. Bianchi torna anche sulla controversa questione dell’eliminazione delle mascherine nel caso di classi completamente vaccinate e spiega di star “ragionando sulle linee guida”. Peccato che sulla questione il consigliere del ministro della Salute Speranza, Walter Ricciardi ieri, ospite di Morning news su Canale 5, abbia ribadito che la mascherina a scuola andrà tenuta ancora “Perché anche i vaccinati, in misura molto minore e senza conseguenze gravi, possono comunque trasmettere l’infezione”, dunque “è opportuno che all’interno degli ambienti affollati vengano rispettati i parametri della distanza e delle mascherine per salvaguardare la possibilità di fare scuola in presenza”.

E sempre riguardo le scuole, Ricciardi ha sottolineato come i “Test salivari e quelli antigenici rapidi sono ottimi per screening prioritari, ma non hanno una sensibilità del 100%, perché ci sono ancora falsi negativi – ha precisato – Per gli screening nelle scuole su grandi numeri vanno bene, ma per gli accertamenti diagnostici servono i tamponi molecolari. I test salivari non sono strategia di accertamento diagnostico, ma uno strumento importante”, contraddicendo anche su questo punto il ministro Bianchi che al contrario promuove a pieni voti i test salivari e si augura che vengano estesi oltre le “scuole sentinella”, in linea con la posizione del suo sottosegretario, il leghista Rossano Sasso, il quale chiede che se ne facciano 500 mila a settimana (al momento ne sono previsti 110 mila al mese).

“Nessun settore della vita pubblica ha avuto un tasso di vaccinazione così alto come quello della scuola: tra i docenti siamo oltre il 92%, tra gli studenti sopra il 70%” ricorda poi il ministro riprendendo i dati forniti dal Commissario all’emergenza Covid Francesco paolo Figliuolo, ammettendo però che “Dobbiamo comunque essere attenti a tutto perché non è finita. Ma credo che con tutte le attenzioni che stiamo ponendo e con gli investimenti fatti saremo in grado di gestire la sfida della presenza, che è necessaria”.

Imperativo scongiurare la Dad e per rendere più agevole il controllo dei Green Pass al personale scolastico Bianchi ha assicurato che da lunedì prossimo, come promesso, partirà la nuova piattaforma che con due click consentirà di sapere se il personale scolastico è in regola col certificato verde: “è pronta già dal 4 settembre ma Sogei si è presa il tempo per il collaudo. Dal 13 settembre sul computer del preside, e solo su quello, ci sarà la lista con il bollino rosso o verde. Così si evitano le file e l’umiliante idea del chi si e chi no”, spiega liquidando così la spinosa questione sulla privacy.

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