Mattarella jr alle grandi manovre. Dopo il flop della riforma Madia il figlio del Capo dello Stato prova a diventare presidente della Sna, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione

di Stefano Sansonetti
Politica

Fatto il danno adesso si cerca affannosamente di mettere una pezza. Dopo la cocente delusione rifilata dalla Consulta, che ha polverizzato pezzi della riforma Madia della Pubblica amministrazione, è già partito un movimento che dietro le quinte sta cercando si salvare altre parti della stessa legge. Per esempio quella che prevede la trasformazione della Sna, ovvero la Scuola nazionale dell’amministrazione, in un’Agenzia dotata di autonomo bilancio. Il passaggio, che nei mesi scorsi è sfuggito a una più puntuale messa a fuoco, non è di poco conto, perché intende trasformare il vertice della Scuola in un bel posto di potere. Dal quale, in pratica, si potrà mettere bocca sulla formazione e sul reclutamento dei dirigenti pubblici. Il tutto godendo del tetto massimo di stipendio (240mila euro).

Insomma, parliamo di un posto in grado di scatenare appetiti. Ogni discorso, naturalmente, dovrà fare i conti con l’esito del referendum. Ma già adesso ci si sta muovendo per ripescare la trasformazione della Sna all’interno di un emendamento alla legge di Stabilità. Operazione che, se andasse in porto, si configurerebbe come una sorta di blitz, peraltro già denunciato dal sindacato Flp. Un’altra ipotesi, dopo la bocciatura della Consulta, sarebbe quella di riscrivere da capo la delega (ma ci vorrebbero tempi lunghi). Oppure si potrebbe nominare un nuovo presidente della Scuola, oggi gestita dal commissario  Bruno Dente, sulla base delle norme attuali, ma con una Sna in versione non ancora potenziata. Secondo diverse indiscrezioni tra coloro che si stanno muovendo per diventare presidente della Scuola c’è Bernardo Giorgio Mattarella, il figlio del presidente della Repubblica. Il rampollo non sta certo vivendo un momento facile, visto che fino a poco tempo fa è stato capo dell’ufficio legislativo della Madia. E’ quindi su di lui che grava la “responsabilità” della scrittura delle norme censurate dalla Consulta. Insomma, Bernardo Giorgio Mattarella si sarebbe momentaneamente defilato dal ministero (anche se da un suo curriculum parrebbe ancora  consigliere giuridico) in vista della partita sul vertice della Sna che vorrebbe giocarsi da protagonista.

Tw: @SSansonetti