Mattarella prova a fare di pacificatore per il 25 aprile. E chiede una celebrazione della festa senza rancore

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un’operazione di pacificazione e ricucitura. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha cercato di smorzare le polemiche sul 25 aprile, in particolare a Roma tra comunità ebraica e Associazione nazionale dei partigiani. “Ancora oggi, senza odio né rancore, ma con partecipazione viva e convinta, ricordiamo quegli eventi così tragici e pieni di valore”, ha detto il capo dello Stato a Carpi, dove si è recato per la celebrazione della festa della liberazione.

“Non si può comprendere la Resistenza, il suo significato, la sua fondamentale importanza nella storia d’Italia, se non si parte dalla sua radice più autentica, quella della rivolta morale”, ha aggiunto Mattarella. E ha rilanciato: “Non vi sarebbe l’Italia libera e democratica, e non avremmo conosciuto una stagione così duratura e feconda di sviluppo civile, di promozione dei diritti, di pace”. Durante il suo intervento il presidente della Repubblica ha voluto comunque omaggiare il ruolo della comunità ebraica, cercando di spazzare via le tensioni degli ultimi giorni: “Vi fu una reazione diffusa e corale. Vi furono le avanguardie che, prendendo le armi, costituirono le formazioni partigiane. Vi furono uomini liberi che sbarcarono nell’Italia occupata e versarono il loro sangue anche per la nostra libertà. A questi caduti, provenienti da nazioni lontane, rivolgiamo un pensiero riconoscente. Il loro sangue è quello dei nostri fratelli. Tra questi non possiamo dimenticare i 5.000 volontari della Brigata Ebraica, italiani e non, giunti dalla Palestina per combattere con il loro vessillo in Toscana e in Emilia-Romagna”.

Tuttavia l’appello di Mattarella sul 25 aprile è arrivato in ritardo. A Genova il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, è stato fischiato dalla piazza. “Dobbiamo essere grati ai giovani che sono morti per permettere a tutti di esprimere idee anche molto diverse. La nostra Costituzione ha garantito il quadro e la cornice in cui poter esprimere le proprie idee”, ha comunque scandito l’esponente di Forza Italia.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La balla degli italiani fannulloni

Ogni estate ha il suo tormentone musicale, ma quest’anno, con le discoteche ancora chiuse dobbiamo accontentarci di questo ritornello: “non ci sono lavoratori stagionali perché col Reddito di cittadinanza i giovani non vogliono più darsi da fare”. Su giornali e tv è questa la hit

Continua »
TV E MEDIA