Mattarella prova ad allontanare le urne: “Serve un Governo neutrale fino a dicembre”. Di Maio e Salvini rispondono picche: “Votiamo a luglio”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, preso atto dell'impossibilità di una maggioranza, punta a un governo neutrale fino a dicembre

Lo chiama “neutrale”, “di servizio”. “Di garanzia”. Con un orizzonte temporale prestabilito: “Fino a dicembre”, o prima, se dovesse formarsi “una maggioranza parlamentare” per dar vita “a un Governo politico”. E con l’impossibilità per i suoi componenti a candidarsi alle prossime elezioni. Ma l’Esecutivo tratteggiato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del terzo giro di consultazioni al Quirinale nasce già sfiduciato. Coi leader di M5s e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che prendono subito posizione affossando la proposta del Quirinale. “Nessuna fiducia a un governo ‘neutrale’, sinonimo di governo tecnico. Si vada al voto a luglio!”, dice il capo politico dei pentastellati. “Altro che governino per tirare a campare – gli fa eco Salvini –. Per me, o si cambia o si vota!”. Sì, ma quando? Entrambi indicano come data l’8 luglio, tra 60 giorni esatti. Sarebbe la prima volta, in estate. Sarebbe complicato, soprattutto, perché c’è una norma che regola il voto all’estero e impone un tempo minimo di due mesi dal decreto di scioglimento delle Camere (saremmo già fuori tempo massimo, insomma).

Mattarella prova ad allontanare le urne: “Serve un Governo neutrale fino a dicembre”. Di Maio e Salvini rispondono picche: “Votiamo a luglio”

Alla fine, se proprio di luglio dovesse trattarsi, il Colle opterebbe per il 22. Prima però il presidente della Repubblica affiderà la gestione della fase elettorale a un Esecutivo “di garanzia”, per l’appunto, che sostituirà quello guidato da Paolo Gentiloni, espressione di una maggioranza che non esiste più. Per rappresentare l’Italia nelle imminenti e importanti scadenze della Ue di giugno.

Parlando ai giornalisti, pur mantenendo il solito savoir-faire, Mattarella non ha nascosto le proprie preoccupazioni per il perdurare di questo stallo. Facendo chiaramente capire che, se nuove elezioni dovessero essere, sarebbe preferibile aspettare l’inizio dell’autunno: votare in piena estate “renderebbe difficile l’esercizio del voto agli elettori”. Ma anche aspettando qualche mese, “a me compete far presente alcune preoccupazioni – ha spiegato il capo dello Stato –. Che non vi sia, dopo il voto, il tempo per elaborare e approvare la manovra finanziaria e il bilancio dello Stato per il prossimo anno. Con il conseguente, inevitabile, aumento dell’Iva e con gli effetti recessivi che l’aumento di questa tassa provocherebbe”. Meglio: “Va considerato anche il rischio ulteriore di esporre la nostra situazione economica a manovre e a offensive della speculazione finanziaria sui mercati internazionali”.

Infine, altra variabile certamente da non sottovalutare, anzi, “vi è il timore che, a legge elettorale invariata, in Parlamento si riproduca la stessa condizione attuale, o non dissimile da questa, con tre schieramenti, nessuno dei quali con la necessaria maggioranza. Schieramenti resi probabilmente meno disponibili alla collaborazione da una campagna elettorale verosimilmente aspra e polemica”, ha evidenziato Mattarella. Chiudono Lega e M5s, come detto, così come Giorgia Meloni (FdI). Disponibile invece il Pd: “Non faremo mancare il sostegno all’iniziativa preannunciata dal presidente”, dice il segretario reggente Maurizio Martina. Mentre FI sta alla finestra. “Siamo pronti come sempre al voto in ogni momento ma – riassume la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini – riteniamo che il voto in estate non sia adatto per garantire la partecipazione come sottolineato anche da Mattarella”. Non proprio il simbolo della tanto decantata unità.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 22:05
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