Matteo va da solo. Renzi non si fa vedere con Merkel e Hollande, e attacca “La Germania infrange le regole”

dalla Redazione
Politica

Niente conferenza stampa congiunta. E un messaggio chiaro: l’Italia continuerà a battere i pugni sul tavolo sul tema della flessibilità e dell’economia. Perché la situazione è diventata quasi insostenibile su entrambi i fronti e il Governo rischia di non reggere. Matteo Renzi, al vertice di Bratislava, ha dato un segnale di rottura forte con la cancelliera Angela Merkel e il presidente François Hollande. “Si sbagliano se pensano di tenerci buoni così, con i contentini, per carità hanno la maggioranza, ma poi non lo so se ce l’hanno”, ha detto il presidente del Consiglio italiano, in un fuori onda destinato a fare scalpore.

Ma del resto già nell’incontro con i giornalisti, avvenuto in una stanza diversa rispetto a quello dove c’erano Merkel e Hollande, Renzi ha usato parole nette: “Se Francia e Germania vanno d’accordo su alcune questioni sono felice per loro. Io non sono soddisfatto delle conclusioni su crescita e migranti, non posso fare una conferenza stampa con loro”. E ha aggiunto: “Non faccio una recita a copione per far credere che siamo tutti d’accordo. Non è un fatto polemico, ma di serietà”. Sui risultati del vertice, il premier è stato netto: “Dire che nel documento finale di oggi ci sono stati passi in avanti richiede uno sforzo di fantasia cui si possono prestare solo i funamboli del vocabolario”.

Sì, perché l’asse franco-tedesco ha parlato di “passi in avanti” nel documento finale. Renzi ha spiegato quali sono i punti da chiarire, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa anche con gli avversari politici. “Noi siamo per il rispetto delle regole. Ma il fiscal compact, votato nel 2012 da Forza Italia e Pd, da Brunetta a Fassina, quando c’era Monti e non si può dare la colpa a Monti, ora viene a scadenza perché prevedeva un quinquennio”. E l’attacco alla Germania è stato frontale pure sul rispetto dei patti: “Così come i paesi devono rispettare il deficit, allo stesso modo devono essere rispettate altre regole come quella sul surplus commerciale. Ci sono alcuni paesi che non lo rispettano, il primo è la Germania. Non pongo il tema in maniera polemica ma le regole devono essere rispettate per tutti”. Il riferimento è a un principio contenuto nei trattati,  in cui i Paesi membri dell’Ue non possono andare oltre il 6% di surplus commerciale: un dato che Berlino ha superato la soglia. Senza andare incontro a nessun “rimprovero”, come invece avviene per chi si avvicina allo sforamento del rapporto deficit/Pil.