Medicina, alla lotteria dei test d’ingresso impazza la protesta. Tanto poi con i ricorsi entrano tutti

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Le proteste contro i test d’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia oggi impazzano davanti gli atenei. Tra qualche mese, c’è da giurarci, partiranno nei tribunali amministrativi. Perché già si registrano le prime presunte irregolarità che porteranno, inevitabilmente, a ricorsi al Tar degli esclusi. Ricorsi che nello scorso mese di giugno hanno visto l’ammissione con riserva di migliaia di studenti che erano stati esclusi ai test. Una situazione che rischia di ripresentarsi anche quest’anno. UNA LOTTERIA A caccia di un posto universitario per studiare e diventare i medici del futuro ci sono 60.639 studenti. In palio 9.530 posti da medico e 792 da odontoiatra. Secondo un sondaggio lanciato dal Corriere dell’Università oltre l’85% (su oltre 4mila studenti intervistati) è contraria al test d’ingresso. Il 14% degli intervistati, invece, ha espresso un parere favorevole. Oltre la metà degli studenti preferirebbe il sistema francese: tutti dentro e selezione solo alla fine del primo anno. Meno proteste rispetto agli anni passati dovrebbero riguardare la pertinenza dei test visto che in una nota pubblicata poco prima dell’inizio dei test il Ministero della Pubblica Istruzione ha sottolineato che le domande sarebbero state “più pertinenti con una riduzione delle materie di logica e cultura generale”. IL PRIMO CASO Ed è già scoppiato il primo caso a Foggia dove alla città del Cinema c’è stato il caos in occasione dei test d’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Prova portata a termine, ma con qualche dubbio di troppo. L’avvocato Sonia Atabiano denuncia che “malgrado fosse scaduto l’orario di ammissione, fissato per legge alle 10:30, i responsabili del controllo hanno permesso l’accesso ad alcuni ragazzi oltre l’orario stabilito e non hanno neppure utilizzato il metal detector per controllare se gli stessi ragazzi fossero in possesso di cellulari o di altri oggetti non consentiti. Quando abbiamo tentato di protestare con gli addetti ai controlli, ci è stato risposto che avevano avuto l’autorizzazione da parte della commissione”. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno stilato un verbale. E i genitori degli alunni già minacciano una class action contro il ministero di Viale Trastevere. Accuse tutte da verificare, sia chiaro, ma la miccia della bomba è stata già innescata. L’Università chiarisce che il candidato ammesso alle ore 10,37 è stato regolarmente identificato, e che dunque si riserva qualsiasi provvedimento”. GUERRA AL TEST Nel mirino dell’unione degli studenti universitari ci sono tutti i corsi a numero chiuso. Non solo quello di Medicina. Stiamo parlando di un totale di 1.687 corsi su un’offerta complessiva di 4.311. In aumento rispetto allo scorso anno: si è passati, infatti, dal 39% al 43,5% del totale. Mentre le università italiane continuano nella loro emorragia di studenti.