Medico aggredito dai No Green Pass a Roma. Colpito da una testata. Aveva espresso la sua opinione a favore dei vaccini. L’ordine: “Inaccettabile clima di violenza. Questa non è democrazia”

No Green Pass medico
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“I centosei Ordini dei medici italiani sono vicini e solidali con la dottoressa aggredita a Roma per aver espresso la sua opinione a favore dei vaccini ad alcuni manifestanti contro il Green Pass. È inaccettabile questo clima di violenza ideologica in cui una minoranza cerca di imporre, con ogni mezzo, una visione contraria alla scienza, alla legge, alla tutela della salute pubblica”. È quanto afferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, commentando la notizia dell’aggressione, avvenuta ieri alla fermata San Paolo della metro di Roma, di una dottoressa che aveva discusso con alcuni No Green Pass provenienti dal corteo del Circo Massimo.

Secondo quanto è stato ricostruito, la dottoressa ha avuto una discussione a bordo del treno e una volta scesa sulla banchina è stata colpita da un uomo che le ha dato una testata. Subito soccorsa, la donna è stata portata all’ospedale Cto in codice verde. Gli agenti del commissariato Colombo sono al lavoro identificare gli autori dell’aggressione. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di sorveglianza.

“Questa non è democrazia – ha detto ancora Anelli -, non è legittimo esercizio della libertà di pensiero. È solo tentativo di prevaricare, di imporre con la forza le proprie idee, di cancellare, anche fisicamente, chi tenta di ricondurre alla ragione. Abbiamo da sempre creduto nel potere del dialogo, del convincimento, della ‘spinta gentile’ alla vaccinazione. E, se si tratta di fugare i dubbi di chi vorrebbe vaccinarsi ma esita per timori piu’ o meno fondati, questa resta la via privilegiata”.

“Qui – aggiunge ancora il il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici -, però, siamo di fronte alla furia cieca e insensata di chi non vuole sentire ragioni, di chi ha paura anche di ascoltare una parola che potrebbe farlo vacillare nelle sue convinzioni. Su questi pochi irriducibili che, lo ricordiamo, sono una minoranza, non funziona il dialogo, non funzionano le prove, non hanno alcun valore i dati. Al contrario, purtroppo, su queste stesse persone fanno molta presa le manipolazioni di chi, per avere un facile consenso, li sostiene nelle loro teorie fallaci, di chi porta a supporto delle loro idee false evidenze”.

“È su questi personaggi – aggiunge ancora Anelli – che, diffondendo false notizie, disseminano odio che dobbiamo agire in primo luogo. E se alcuni di loro dovessero risultare medici, non possono, pur nel rispetto dell’autonomia dei vari Ordini sui casi specifici, restare all’interno della professione, perché il loro comportamento è incompatibile con i dettami del Codice deontologico e con il fine stesso dell’essere medico: la tutela della salute individuale e collettiva”.

“Nella fattispecie, infine, ci uniamo al Presidente dell’Ordine di Roma, Antonio Magi, nel chiedere l’applicazione della Legge 113/2020 in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni. La collega si era infatti qualificata come medico – conclude Anelli commentando ancora l’episodio -, e stava mettendo in atto il suo dovere di spiegare e far comprendere l’importanza della vaccinazione. È inconcepibile che il suo atto di generosità, volto al bene delle persone, sia stato ripagato con la violenza”.

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