Meglio un bambino al sicuro che due genitori sicuramente pericolosi. Il neonato della coppia dell’acido affidato a una struttura del Comune di Milano. E i nonni vanno all’attacco.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La sicurezza del bambino prevale sul diritto della madre di tenerlo. La decisione del Tribunale per i minori di Milano sul neonato di Martina Levato e Alexander Boettcher, farà discutere ma adempie a un preciso obbligo di legge. I genitori del piccolo uscito oggi dalla clinica stanno scontando una condanna a 14 anni di reclusione per l’aggressione con l’acido a Pietro Barbini. Ma a spingere i giudici a separare la madre dal figlio è stata principalmente la perizia psichiatrica disposta sulla Levato dopo quel crimine. Perizia che ha accertato l’instabilità di quella che è stata definita “un soggetto borderline e socialmente pericoloso”. Soggetto che sarebbe stato platealmente manipolato dal compagno. In questa primissima fase di vita del bambino, i genitori potranno dunque vederlo ma solo in modalità protette, cioé alla presenza di personale incaricato dai servizi sociali. Tutela estesa anche ai nonni. Il bambino, che è stato affidato a una struttura per minori, sarà successivamente fatto adottare. Il Comune ha da oggi poco più di un mese di tempo per effettuare un’indagine sul nucleo familiare per stabilire se c’è la possibilità che resti affidato all’interno della parentela naturale. Il legale dei nonni ha contestato la decisione, puntando particolarmente sulla perizia psichiatrica disposta per altra decisione rispetto a quella che riguarda il destino del bambino.