Meloni denuncia le pensioni d’oro della Consulta

di Alessandro Ciancio

Stato per chiedergli di esercitare la sua moral suasion sui giudici della Consulta. Proprio coloro che sono chiamati a difendere la Costituzione sono infatti i primi violarla pur di maturare il diritto a una โ€œpensione dโ€™oroโ€. La presidente dei deputati dei Fratelli dโ€™Italia ricorda come il comma 5 dellโ€™articolo 135 della Costituzione stabilisca che ยซla Corte elegge tra i suoi componenti [โ€ฆ] il presidente, che rimane in carica per un triennio ed รจ rieleggibileยป. E invece ยซuna prassi piรน che consolidata negli anni vuole che, volta a volta, venga indicato alla carica di presidente il membro piรน anziano della Corte, che cessa dalla carica prima della scadenza del triennio per sopraggiunti limiti di etร , dando spazio al successore anagraficamente piรน prossimo. In molti casi la presidenza รจ assunta per pochissimi mesi, forse nemmeno necessari per istruire ed organizzare il lavoro connesso alla funzione. Ne consegue che, salvo rarissime eccezioni, tutti i giudici della Corte cessano il loro incarico con la carica di presidente. Tale circostanza, tuttavia, determina, a favore del presidente cessato, il beneficio di ottenere un trattamento pensionistico ed una indennitร  maggiorate rispetto al diritto acquisito sino allโ€™assunzione della carica presidenziale. Ci chiediamo e le chiediamo, illustre presidente, se tutto questo non risulti essere una โ€˜elusioneโ€™ di quanto stabilito dai costituenti, finalizzata non al miglior funzionamento della corte, ma allโ€™ottenimento di un vantaggio personale da parte dei suoi membriยป. Una prassi che stride con ยซla giusta ma dolorosa riforma pensionistica che impone alle giovani generazioni il diritto al vitalizio commisurato e limitato allโ€™entitร  dei contributi effettivamente versati, ma diviene addirittura odiosa, ove si rammenti che la stessa Corte costituzionale ha recentemente ritenuto, con sentenza 116/2013, di bocciare il contributo di solidarietร  sulle โ€œPensioni dโ€™oroโ€ e sancito che le stesse sono di fatto intoccabili anche per il futuro. Comprese quelle scaturite grazie alla โ€˜rotazioneโ€™ della presidenza adottata dalla Corte stessaยป. Secondo la capogruppo di Fratelli dโ€™Italia ยซnon vi รจ chi non veda come il sistema autoreferenziale instaurato allโ€™interno della massima Corte rischi, se non di tradire lo spirito della Costituzione, certamente di far perdere prestigio e credibilitร  alle istituzioniยป. Vedremo adesso se e quando Re Giorgio vorrร  intervenire.