Meloni non si piega, Ronzulli fuori dal Governo

Il Cavaliere contesta "i troppi veti" sulla testa dei big del partito, soprattutto per quello su Licia Ronzulli.

Dopo giorni di passione, Giorgia Meloni inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel. Già perché la squadra di Governo da proporre al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è ormai a un passo come conferma Silvio Berlusconi che ieri uscendo da Palazzo Madama si è lasciato sfuggire: “Abbiamo un certo numero di ministri su cui siamo d’accordo”.

SENATO, PRIMA SEDUTA DELLA XIX LEGISLATURA

Il Cavaliere contesta “i troppi veti” sulla testa dei big del partito, soprattutto per quello su Licia Ronzulli

Su quali – e soprattutto su chi -, nel Centrodestra le bocche restano cucite. Eppure, come sempre accade in questi frangenti al fine di inviare messaggi in codice agli alleati, qualche spiffero fuoriesce dalle segrete stanze. In particolare i tre leader, secondo quanto trapela, avrebbero trovato la quadra sui delicati ministeri dell’Economia che finirà al leghista Giancarlo Giorgetti, su quello della Difesa che spetterà ad Alfonso Urso di Fratelli d’Italia e, in ultimo, su quello degli Esteri che andrà al forzista Antonio Tajani.

Alle Infrastrutture o all’Agricoltura, due dicasteri rivendicati dal Carroccio, dovrebbe finire Matteo Salvini che malgrado si stia impuntando per il Viminale, alla fine dovrà rassegnarsi e accettare che all’Interno finisca il suo ex capo di gabinetto Matteo Piantedosi. Ma le certezze finiscono qui perché, a dispetto di quanto si dica, i partiti ancora trattano per strappare accordi migliori.

Del resto in Forza Italia l’aria è piuttosto tesa perché tra gli azzurri serpeggia la sensazione di essere stati messi in secondo piano rispetto alla Lega. Proprio per questo ieri Berlusconi ha provato a fare lo sgambetto a Ignazio La Russa, nel tentativo di far valere il peso dei suoi senatori sul resto degli alleati, salvo doversi arrendere davanti all’orda dei franchi tiratori dell’opposizione che hanno disinnescato il tentativo.

Una mossa che il Cavaliere ha fatto per contestare “i troppi veti che a noi non stanno bene” posti sulla testa dei big del partito e soprattutto per quello su Licia Ronzulli. Per la sua fedelissima Berlusconi chiedeva una poltrona di peso ma la Meloni non ha voluto sentir ragioni e per questo, racconta il leader di Forza Italia, “alla Ronzulli non andrà nessun ministero”, neanche uno di seconda fascia.

Tutto finito? Nient’affatto. Silvio, come già si può capire dal blitz in Senato, non è tipo che vuole arrendersi e i forzisti giurano che nei prossimi giorni continuerà a fare di tutto per far cadere il veto sulla sua fedelissima.

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