La Sveglia

Meloni non vede la fiamma, Salvini si butta sull’editoria e Di Maio fa la gara al partitino più lungo. Il quotidiano bestiario elettorale.

Meloni non vede la fiamma, Salvini si butta sull’editoria e Di Maio fa la gara al partitino più lungo. Il quotidiano bestiario elettorale.

Meloni non vede la fiamma, Salvini si butta sull’editoria e Di Maio fa la gara al partitino più lungo. Il quotidiano bestiario elettorale.

Se avete letto da tutte le parti che c’è stato parecchio caos per le liste del Partito Democratico ora preparatevi al polverone delle liste degli altri. Il nervosismo sale e inevitabilmente aumenta il materiale per il nostro bestiario elettorale.

Lega di stampa e di Governo

Antonio Angelucci, storico parlamentare di Forza Italia, decide di passare tra le fila della Lega per la sua quarta legislatura di seguito. Angelucci ha l’invidiabile record di essere il recordman di assenze in Parlamento fin dal 2008 (superato solo ultimamente da Michela Brambilla, ovviamente sempre di Forza Italia). Ma Angelucci è soprattutto editore di Libero, il Tempo (lo era de Il Riformista) e altri quotidiani del centro Italia. Ora Salvini ha i suoi giornali di riferimento. Sempre a proposito del sanissimo rapporto in Italia tra politica e editoria.

Fiamma? Quale fiamma?

Intervistata dal settimanale conservatore The Spectator Giorgia Meloni spiega: «Quando abbiamo fondato Fratelli d’Italia, l’abbiamo fondato come centro-destra, a testa alta. Non ho mai parlato di fascismo perché non lo sono». Sul simbolo del suo partito chiarisce: «La fiamma nel logo di Fratelli d’Italia non ha nulla a che fare con il fascismo, ma è il riconoscimento del percorso compiuto dalla destra democratica nella storia della nostra Repubblica. E ne siamo orgogliosi». Al di là dell’ignoranza storica Giorgia Meloni è coerente: per lei era democratico anche Almirante. Tutto si tiene.

Amici per finta

Il centrodestra insiste nel raccontarsi compatto e sereno. Sarà. Intanto ieri avrebbero dovuto compilare le liste e non ci sono riusciti. Uscito prima degli altri partecipanti dal vertice tecnico di centrodestra mirato alla compilazione delle liste per i collegi, il leghista Giancarlo Giorgetti ha spiegato ai giornalisti che per conoscere i nomi servirà un altro giorno. «I nomi? Occorrono altre 24 ore», così il ministro dello Sviluppo economico. Se quei muri potessero parlare.

Que viva Cuba!

Vi ricordate quando esimi virologi (tra cui spiccava Roberto Burioni) irrideva il vaccino sviluppato da Cuba dipingendo il suo sistema sanitario come medievale? Benissimo. Cuba ha spedito 500 medici in Italia perché il nostro Sistema Sanitario Nazionale è in difficoltà. Ma i soldi del PNRR che dovevano salvare la sanità pubblica? Li avranno spesi in biglietti aerei e sigari, evidentemente.

Tutti i giorni è family day

La Lega ha strepitato per giorni contro le candidature familistiche degli altri altri partiti. Ieri si è saputo che il compagno di Susanna Ceccardi, Andrea Barilotti, sarà candidato in un collegio blindato in Toscana. Salvini avrà pensato dopo la sconfitta di Ceccardi alla presidenza della Regione Toscana fosse giusto premiare tutta la famiglia. Il collegio di cittadinanza, insomma.

Anti-antimafia

L’ex procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, candidato per il Movimento 5 stelle alle elezioni del 25 settembre, intervistato da La Repubblica, sottolinea che in questa campagna elettorale non si sta parlando di “criminalità organizzata e di capitali mafiosi “Soprattutto ora con l’arrivo dei fondi del Pnrr e con l’emergenza ‘guerra ’lo considero un tema non trascurabile da parte della politica”, aggiunge. Ha ragione de Raho ma avete mai visto qualcuno costituirsi tra l’altro nel bel mezzo della sua campagna elettorale?

Il partitino del vicino è sempre più verde

Dice Di Maio che il M5S non esiste più perché Conte ha preferito «farsi il suo partitino». Ora, va bene tutto, ma almeno un po’ di senso del ridicolo…

 

17 – Segue