Meloni prima insegue Vannacci e poi lo scarica: “Non mi alleo con lui”

La strategia di Meloni è inseguire la linea di Vannacci ma poi scaricarlo, promettendo che non si alleerà con Futuro Nazionale.

Meloni prima insegue Vannacci e poi lo scarica: “Non mi alleo con lui”

La strategia di Giorgia Meloni ormai è chiara: piazzarsi a destra di Roberto Vannacci. Il modo migliore, a suo giudizio, per conquistare il voto di una parte dell’elettorato che sembra aver voltato le spalle alla sua coalizione. E, in effetti, la stretta sulla sicurezza, la propaganda sulla violenza in piazza e sui migranti e l’inseguimento dei temi cari al generale sono riusciti a frenare l’emorragia di voti di Fratelli d’Italia verso Futuro Nazionale nei sondaggi. Se la linea funziona, avrà pensato Meloni, tanto vale cavalcarla.

Meloni prima insegue Vannacci e poi lo scarica

E proprio questo fa nel libro di Bruno Vespa, “Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”: la presidente del Consiglio spiega di voler “chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani”. E il riferimento è proprio a Vannacci, perché Meloni spiega di voler tornare al governo “con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica”, come nel caso di Sud chiama Nord.

Diverso il discorso per Futuro Nazionale: “L’onorevole Vannacci era vicesegretario della Lega e ha scelto lui di abbandonare la Lega e, quindi, il centrodestra. Così hanno fatto i parlamentari che lo hanno seguito, tutti eletti con il centrodestra, tradendo il mandato elettorale e scegliendo di collocarsi all’opposizione, votando ormai costantemente contro il governo”, attacca Meloni. Che conclude sostenendo che Futuro Nazionale “ha un obiettivo dichiarato, far perdere alle urne il primo presidente del Consiglio che la destra italiana abbia mai espresso. E, se perde questo governo, governa la sinistra. Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è”.