Meloni e Salvini sognano Palazzo Chigi ma sono tra i più assenteisti in parlamento

Reddito di cittadinanza Salvini Meloni
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Da una parte Matteo Salvini, dall’altra Giorgia Meloni. Ormai la sfida per la leadership nel centrodestra è partita da quando la segretaria di Fratelli d’Italia – complici i sorprendenti sondaggi che danno il suo movimento politico in fortissima ascesa – non ha nascosto il suo desiderio di ambire alla carica di presidente del Consiglio.

Meloni e Salvini sognano Palazzo Chigi ma sono tra i più assenteisti in parlamento

Il Capitano del Carroccio, insomma, è avvisato. Prima di capire chi sarà alla fine a candidarsi per Palazzo Chigi, c’è un’altra sfida che accomuna proprio Salvini e Meloni. E non parliamo certamente – ahinoi – di note di merito. I due leader del centrodestra, infatti, per ora svettano sugli altri per le loro “onorevoli” assenze. I dati emergono dal sempre puntuale monitoraggio di OpenPolis. Bisogna innanzitutto precisare che – come specificato sulla piattaforma – con assenza si intendono “i casi di non partecipazione al voto: sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione”.

È questo il sistema senza dubbio più affidabile per comprendere la partecipazione in Aula dei parlamentari considerando, come sottolinea ancora OpenPolis, che “attualmente i sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’altro. I regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell’assenza al voto del parlamentare”. E cosa emerge dal monitoraggio al di là di questa precisazione? I deputati con un tasso di assenteismo compreso tra lo 0 e il 25% sono 502, circa l’80% dei componenti l’aula; solo 23 deputati non hanno partecipato a più della metà delle votazioni.

La leader FdI ha saltato 5.119 votazioni su 8.414 totali

A Palazzo Madama invece quasi tutti i senatori rientrano nella fascia compresa tra lo 0 e il 25% di assenze. Solo 21 senatori infatti hanno un tasso d’assenteismo superiore. Ma il bello deve ancora venire. Andando sui nomi, infatti, emerge che finora la Meloni ha collezionato oltre il 60% di assenze. In numeri, parliamo di 5.119 assenze su 8.414. E c’è chi ha fatto anche peggio. In questa classifica, infatti, a spiccare alla Camera è Michela Vittoria Brambilla: la forzista ha addirittura il 99% delle assenze (ben 8.333 su 8.414). Sul podio, però, salgono con pieno diritto anche Antonio Angelucci (FI) e Guido Della Frera (Misto): il primo ha collezionato 8.035 assenze, il secondo 7.027. Ma non è tutto. C’è un altro dato curioso: tra i primi venti assenteisti sono quasi tutti o del Gruppo Misto (Vittorio Sgarbi, quarto per assenze, ha 6.513 assenze) o di Forza Italia (Michaela Biancofiore, per dire, è mancata al voto in 4.835 occasioni).

Andrà meglio al Senato? Assolutamente no. Se si escludono i senatori a vita e la presidente del senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (che così come Roberto Fico alla camera solitamente non partecipa alle votazioni), possiamo notare come anche in questo caso rientrino nella classifica dei 15 politici con la più elevata percentuale di assenze nomi di rilievo del panorama politico presente e passato. Tra questi possiamo citare Niccolò Ghedini (FI, 71,4% di assenze), Ignazio La Russa (FdI, 59%), Matteo Renzi (Iv, 39,8%), Emma Bonino (Più Europa, 31,5%), Paolo Romani (ex esponente di FI ora nel Misto, 30,8%) e Daniela Santanché (FdI, 28,8%). Al primo posto tuttavia troviamo il senatore del Pd Tommaso Cerno con il 78,1% di assenze.

Record di missioni per Matteo: ne ha collezionate 5.235

E Salvini? Il suo è sicuramente uno dei dati più curiosi. Per il senatore leghista risultano solo 1.051 presenze su 6.565 voti in Aula. Ma le assenze sono ancora più risicate: soltanto 279. E il resto allora, verrebbe da chiedersi? Tutte missioni. Non si sa perché, dove, come. Ma quel che sappiamo, perlomeno a leggere i dati di OpenPolis, è che su 6.565 sedute finora tenute Salvini è stato in missione in 5.235 occasioni. Un bel numero considerando che la media delle missioni al Senato è pari a 9,34%, mentre il segretario leghista arriva a quota 79,74%. Un leader anche di missioni, non c’è che dire. E in attesa di capire cosa potrebbe accadere alle prossime elezioni politiche nel centrodestra, è un “primato” niente male.