Da Meloni e Salvini altra dose di olio di ricino per la Lamorgese. Pure il moderato Berlusconi difende i suoi alleati accusati di flirtare coi fascisti. “No ad esami del sangue continui”

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Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno un chiodo fisso, un nemico in comune da abbattere: il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Che a sentir loro non sa fare il suo mestiere e di questo si dicono molto preoccupati. La leader di FdI ha rilanciato ieri contro il numero uno del Viminale le pesanti e gravi accuse pronunciate a Montecitorio (leggi l’articolo). Idem il leader leghista che attribuisce al ministro una lunga lista di insuccessi. Di entrambi colpiscono i toni e di Salvini a fare specie è che il suo partito faccia parte del governo. Un modo a dir poco singolare per svelenire il clima di tensione di questi giorni come da lui stesso auspicato nel faccia a faccia con il premier.

La Meloni, dunque, rilancia al ministro dell’Interno l’accusa di aver favorito e volutamente permesso gli scontri di Roma di sabato scorso per poter addossare la colpa alla destra. Secondo una precisa “strategia della tensione”. “Non sanno a sinistra di cosa parlare e parlano di fascismo… Anche qui, però, ti si ritorce contro. Avete visto cosa è successo in Aula con il ministro dell’Interno? Noi non siamo stupidi, uno più uno a casa mia fa due. Sulle manifestazioni di sabato la sinistra ha iniziato a costruire dei parallelismi con Fdi…

Addirittura il vicesegretario del Pd ha detto che FdI è fuori dal perimetro della democrazia e della Costituzione. E quindi? Ti vogliono sciogliere, possibilmente nell’acido…’’. E giù a confermare le accuse: “La verità, lo ribadisco e me ne assumo la responsabilità”, è che le violenze avvenute nella Capitale sono state volutamente permesse.

“A chi giova? Giova all’opposizione? No, giova al governo e alla sinistra che può agitare i suoi spauracchi per spaventare le persone comuni e dire ‘votateci a noi che siamo quelli che vi rassicurano’”. Rincara la dose il suo alleato: “Se fossi stato io ministro dell’Interno e un gruppo di criminali imbecilli e fuori dal tempo avesse dato l’assalto alla Cgil sarei stato sfiduciato e rimosso in un secondo. Penso che il ministro Lamorgese non sia all’altezza della situazione”, dice Salvini. “A sinistra sono dieci giorni che vanno in giro a cercare fascisti e nazisti, guardando al passato, io preferisco occuparmi di presente, di futuro e di lavoro”.

LA DIFESA DI SILVIO. Interviene anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per fugare le ombre che si sono allungate sui suoi alleati. “Il Ppe, di cui Forza Italia è orgogliosamente rappresentante in Italia, ha ben chiara la situazione: dal 1994, quando io ho fondato il centro-destra, la nostra è stata una coalizione che si basa sui valori della libertà e della democrazia, incompatibili con qualsiasi ideologia totalitaria. Non saremmo alleati con Salvini e Meloni se non ci fosse la massima chiarezza su questo. Per questo ritengo che continuare a chiedere ‘esami del sangue’ ai nostri alleati sia improprio e strumentale”.

A difesa della Lamorgese c’è Enrico Letta: “è evidente che ci siano state falle nella gestione dell’ordine pubblico, ma gli attacchi della Meloni sono strumentali, scarica la responsabilità sul ministro dell’Interno”, dice il segretario del Pd.

Leggi anche: La Meloni fuori controllo. Olio di ricino e manganello contro la Lamorgese. Per la leader dell’opposizione gli scontri di Roma favoriti dalla ministra. Che la zittisce: “Evitato il peggio”.

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