Menestrello impegnato. Il 10 dicembre Bob Dylan ha altro da fare. Non sarà a Stoccolma per ritirare il Nobel

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Non sarà certo il primo e, probabilmente, nemmeno l’ultimo a non essere presente a Stoccolma, in Svezia, per la cerimonia di consegna del premio Nobel. Certo è che la vicenda di Bob Dylan ha ormai assunto tratti tra il giallo e il surreale. Il Menestrello ha fatto sapere che il prossimo 10 dicembre non presenzierà alla cerimonia di consegna del Nobel per la letteratura avendo altri impegni in programma. Una decisione che ha lasciato con l’amaro in bocca l’Accademia del Nobel, anche perché sembrava che dopo un primo tira e molla, Dylan volesse essere presente essendosi detto entusiasta per il riconoscimento. L’Accademia svedese ha comunicato che Dylan “Vorrebbe ricevere il premio personalmente ma altri impegni purtroppo glielo rendono impossibile”.

L’assegnazione – Era lo scorso 13 ottobre quando dalla Svezia è giunta la notizia dell’assegnazione al musicista del riconoscimento letterario. Una circostanza che non si era mai verificata quella dell’assegnazione a un cantante. Evidentemente i testi del Menestrello sono stati ritenuti altamente poetici. Nelle motivazioni del premio si legge che Dylan è stato meritevole “per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”. Nessun commento nelle ore successive all’assegnazione del premio. Tanto che subito la storia ha assunto i tratti del giallo, con Dylan che, a quanto pare, non rispondeva a telefono. Dopo giorni di silenzio, il Menestrello, che in quel periodo si era comunque esibito in alcuni concerti, è uscito allo scoperto non nascondendo l’entusiasmo per la vittoria di un premio così prestigioso. Lasciando, però, con il fiato sospeso rispetto alla sua presenza a Stoccolma.

Era già successo – Il premio per la letteratura in passato non era stato ritirato di persona, pur se accettato, da Doris Lessing, Harold Pinter e Elfriede Jelinek. Il caso più celebre di rifiuto del premio, però, è quello di Jean Paul Sartre. Anche se non è stato riconosciuto ufficialmente dall’Accademia svedese. Correva l’anno 1964 quando lo scrittore e filosofo francese motivò il rifiuto sostenendo che il valore di un letterato può essere espresso soltanto dopo la morte. Per quanto riguarda Dylan, l’Accademia ha fatto sapere che “il premio appartiene a Dylan e l’unico requisito è che il cantante faccia la tradizionale Nobel Lecture entro sei mesi dal sei dicembre”. Altro Nobel non ritirato è quello della Pace, anno 1991, da Aung San Suu Kyi. La leader birmana fu impossibilitata a essere presente alla celebrazione perché imprigionata dal regime del suo Paese. Il Nobel, però, è stato consegnato successivamente. Con oltre vent’anni di ritardo. Il 16 giugno 2012, infatti, Aung San Suu Kye è riuscita a prendersi quel Nobel vinto nel lontano ‘91. L’elenco degli assenti giustificati può essere ulteriormente arricchito. Adolf Butenandt vinse il Nobel per la Chimica nel 1939, ma Hitler gli vietò di ritirarlo. Come nello stesso anno capitò a Gerhard Domagk per la Medicina che scrisse al Comitato per ringraziare ma la sua lettera venne intercettata dalla Gestapo.

 

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