Meningite, non c’è nessuna epidemia. Il ministero della Salute: numeri in linea con gli altri anni. Intanto è boom di vaccini: +130%

dalla Redazione
Cronaca

La preoccupazione è d’obbligo dopo gli ultimi casi di meningite. Ma i toni utilizzati sono troppo alti secondo il ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin che ieri ha fatto il punto con una nota molto dettagliata per spiegare che non c’è nessuna epidemia e che i numeri sono in linea con le attese. “Il sistema sanitario pronto ad assistere chi ne avesse bisogno”, si legge nella lunga nota del ministero, “Si tratta di una condizione clinica di gravità variabile, che, soprattutto, può essere determinata da germi assai vari che colpiscono in maniera episodica, difficilmente prevedibile, attraverso contatti/portatori sani, la cui identificazione è importantissima per sviluppare azioni di contenimento della diffusione dei germi stessi. A scatenare la Meningite batteri come il meningococco (di vari ceppi, come il tipo B e il tipo C, molto aggressivo, di recente e alta visibilità nelle cronache a causa della sua concentrazione in Regione Toscana), lo pneumococco (l’agente della polmonite invasiva), l’emofilo influenzale, ma anche il bacillo della tubercolosi, così come stafilococchi, streptococchi e comuni batteri coliformi, che però non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva”.

I numeri – I dati forniti dal ministero parlando di 178 casi di meningite da meningococco, con incidenza in lieve aumento rispetto a triennio 2012-14, ma in calo rispetto a 2015. Un aumento dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia. Nelle altre Regioni però il ministero ha sottolineato che la situazione è esattamente la stessa rispetto agli anni passati. Dettagliatissima la spiegazione del ministero della Salute che evidenzia anche come “il numero totale dei casi di Meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato.

Vaccini boom – Dinanzi alla diffusione di notizie di casi che si sono rivelati fatali per i pazienti è cresciuta la richiesta di vaccinazione in tutta la Penisola. Le dosi di vaccino fornite alle Asl sull’intero territorio nazionale ha fatto segnare un eloquente +130% nel solo mese di dicembre 2016. E in molte Regioni le dosi stanno diventando di difficile reperimento.