Messina Denaro, de Magistris: “Inquietante l’annuncio di Baiardo”

Parla Luigi de Magistris: "Iniziata la fase post trattativa Stato e mafia ora convivono. Preoccupante calo di tensione sulla lotta al crimine".

Luigi de Magistris, il giorno dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro che idea si è fatto?
“In primo luogo che, con successo magistrati e carabinieri hanno assicurato alla giustizia l’ultimo boss dell’ala stragista di cosa nostra. Poi penso alle coperture di cui ha goduto dalla borghesia mafiosa per 30 anni. Poi al fatto che si chiude in modo simbolico ed eclatante una fase della strategia politica di cosa nostra, quella dell’attacco militare allo Stato, che dal 1992/1993 è stata sostituita dalla trattativa durante le bombe per passare alla convivenza stato-mafia”.

LUIGI DE MAGISTRIS

Una certa politica si è ovviamente presa i meriti. Quanto possono influire i governi in operazioni così lunghe e complicate?
“Un governo appena insediato quasi per nulla, semmai l’arresto di Messina Denaro potrebbe essere un segnale che qualcuno vuole dare al nuovo governo. Quando cambiano equilibri politici e si prefigura anche una nuova stagione di riforme strutturali sulla giustizia diversi possono avere interessi a posizionarsi”.

Ma a che punto è la lotta alla mafia nel nostro Paese?
“C’è un calo di tensione preoccupante, a tutti i livelli. Il Palamaragate ha fatto scendere ai minimi storici la fiducia in una parte della magistratura. Le riforme normative e da ultimo la “Cartabia” spuntano le armi di contrasto e delineano sempre più un magistrato burocrate e conformista. Le mafie che abbandonano la strategia militare di attacco al cuore dello Stato e decidono di infiltrarsi con il silenziatore abbassano anche il livello di attenzione dell’opinione pubblica. Per non parlare delle motivazioni del processo d’appello sulla trattativa stato-mafia dove nell’assolvere importanti uomini delle istituzioni i giudici arrivano a dire che trattare non è reato se il fine è scongiurare le stragi. Siamo alla legittimazione giudiziaria della convivenza”.

Cosa potrebbe cambiare nelle mafie dopo questo arresto?
“Si consolida definitivamente la strategia post-trattativa tra pezzi di stato e mafia che è penetrata sempre di più nella politica, nell’economia e anche nelle istituzioni a tutti i livelli. Il Paese senza i capitali delle mafie andrebbe in default e le collusioni arrivano fino agli apparati di controllo delle istituzioni, magistratura compresa”.

Fa molto discutere l’intervista di Salvatore Baiardo che preannuncia l’arresto. Che ne pensa?
“Inquietante per lucidità e preveggenza. Del resto più di un indizio lascia sospettare che ci sia altro. Questo altro bisogna capire cos’è”.

Ma Stato e mafia trattano ancora?
“Credo siamo alla fase finale della trattativa, potremmo vedere altri atti che sono il prodotto della trattativa, siamo alla convivenza non traumatica e il fiume di denaro pubblico che si sta riversando sul nostro Paese è il miglior cemento del rapporto tra mafie e pezzi di Stato. La mafia dei colletti bianchi vuole avere mani libere per mettere le mani in pasta”.

Che ne pensa delle polemiche sulla riforma delle intercettazioni?
“Le riforme che il governo vuole attuare sulla giustizia, in particolare ridimensionando l’uso delle intercettazioni anche per reati gravi, come quelli contro la pubblica amministrazione, renderà più difficile anche contrastare il rapporto tra mafia ed istituzioni. Invece di rafforzare l’azione della magistratura la si vuole indebolire e metterla sotto l’orbita del potere esecutivo ed allora addio ad indagini come quelle sulla trattativa stato-mafia”.

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Pubblicato il - Aggiornato il alle 17:01
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