Meteo infernale. Italia nella morsa del caldo e della siccità. Il Governo proclama lo stato d’emergenza

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Italia nella morsa del caldo e ora anche dell’acquia. Da Nord a Sud, infatti, la furia Caronte sta letteralmente devastando l’Italia. Dopo un inverno poco piovoso, in cui anche la neve ha tardato a far visita, le risorse idriche stanno ora soffrendo. A rischio sono i raccolti, il bestiame, ma anche la vita quotidiana. Sì, perché se l’acqua manca, bisogna razionarla con l’uso predisposto a giorni alterni, ad esempio, o con la chiusura del servizio in alcune fasce orario del giorno o della notte. Il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza nelle province di Parma e Piacenza, ma la situazione è critica in molte regioni. Vediamo la situazione nelle principali Regioni.

Sardegna – Nell’Isola è stato già chiesto lo stato di emergenza per calamità naturale. Le precipitazioni registrate negli ultimi quattro anni in Sardegna sono state così ridotte da far considerare il quadriennio come uno dei più critici dal 1922.

Sicilia – Solo in Sicilia negli ultimi dodici mesi le riserve idriche sono calate del 15%. Negli invasi mancano oltre 80 milioni di metri cubi di acqua. I due terzi (74,5%) dell’acqua che manca nelle dighe siciliane si concentra negli invasi Poma di Partinico (Pa), Rosamarina di Caccamo (Pa) e dell’Ogliastro a Raddusa (Ct).

Veneto – La situazione è difficile in tutto il territorio della regione. Il governatore Luca Zaia ha firmato una nuova ordinanza – dopo quella del 18 aprile e del 16 maggio – che conferma lo stato di crisi idrica, per attuare le misure necessarie a contrastarla. In particolare è la carenza d’acqua nell’Adige a preoccupare: si temono conseguenze per gli acquedotti.

Parma e Piacenza – I disagi provocati dalla mancanza d’acqua si fanno sentire in campagna e in città. A Parma e Piacenza lo stato d’emergenza è stato chiesto anche perché – spiega il governo in un comunicato stampa – l’elevato numero di turisti arrivato con l’estate ha richiesto un bisogno maggiore di acqua. Per la produzione Coldiretti ha già lanciato l’allarme: “sono a rischio ortaggi, frutta, cereali, pomodoro, ma anche girasoli e vigneti, il fieno per l’alimentazione degli animali  e la produzione di latte per i grandi formaggi”.

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di Gaetano Pedullà

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