Mezza Italia ha la cervicale: l’ultima cura è con la luce. Basta un ago nel collo per risolvere il problema

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Postura scorretta, ore passate davanti al computer e poi la macchina e lo sport. È allarme cervicale per il 50% degli italiani. Niente di maligno, per carità, ma la malattia è altamente invalidante e la sintomatologia non è da sottovalutare, dal momento che esordisce con dolore intenso, penetrante e persistente.    L’ernia cervicale è una sporgenza di un disco intervertebrale del tratto cervicale, che comprime le radici nervose dirette ad un arto superiore e, talvolta, anche il midollo spinale. Ecco perché dalla testa alle gambe i problemi possono essere dei più vari.

Un italiano su due può essere soggetto a questa patologia, dal momento che sono tante le attività quotidiane che possono provocarla e, nel lungo periodo peggiorarla. Posture errate mantenute per anni, soprattutto mantenute per tante ore, sovraccarichi muscolari, lavori fisici faticosi possono portare a un aumento di tono muscolare della zona cervicale con conseguente usura delle sostanze molli. E poi ci sono i traumi ripetuti, come passare molte ore sullo scooter, praticare sport di contatto possono, a lungo andare, danneggiare la struttura intervertebrale. Ma anche gli stati d’ansia sono deleteri perché tendono a far avere una respirazione sbagliata sovraccaricando i muscoli del collo.

Infine a rovinare il collo ci si mettono anche i disturbi dell’articolazione mandibolare, la zona cervicale è fortemente influenzata dalla qualità dell’apertura della bocca; una alterazione del movimento di questa può portare nel tempo a un sovraccarico funzionale e quindi a un ernia cervicale. Insomma di carichi del collo sono infiniti. Finora in questa porzione si interveniva con antinfiammatori, che però riproponevano il problema, oppure chirurgicamente, correndo però diversi rischi. Tra le nuove frontiere, oggi c’è la terapia con il laser ad Olmio, che permette di asciugare l’ernia senza ricorrere al bisturi, in day hospital e in anestesia locale senza creare danno alle strutture del disco o alle vertebre. Questa terapia che sfrutta onde di luce è destinata a pazienti che soffrono di dolore radicolare che si irradia agli arti superiori, causati dalla pressione della massa gelatinosa di acqua di cui è composto il disco intervertebrale che comprime le radici nervose. La terapia consiste nell’introdurre un ago di dimensioni inferiori al millimetro nel disco, all’interno di questo piccolissimo aghetto, una fibra ottica attivata da una tecnologia laser di nuova generazione consente di condurre una luce pulsata fredda con temperatura che non supera i 40°C, per eseguire una “colliquazione” della massa gelatinosa  senza bruciare e disidratare la fisiologia del disco. In parole semplici, la tecnologia a laser freddo scioglie in alcuni punti la massa gelatinosa a temperature fisiologiche e consente la decompressione delle radici compresse dall’ernia. La terapia è rapida, non va ad intaccare i centri nervosi ed il paziente può riprendere la sua normale attività quotidiana, poche ore successive dal trattamento.