Mezzogiorno tradito. Il Sud aspetta ancora il Masterplan. Le promesse di Renzi si sono fermate a Eboli

Mezzogiorno tradito. Il Sud aspetta ancora il Masterplan. Le promesse di Renzi si sono fermate a Eboli

Probabilmente uno degli aspetti più imbarazzanti è che Matteo Renzi, nell’annunciare il “masterplan” per il Sud, abbia insistito sulla necessità di smetterla con la facile retorica sul Mezzogiorno abbandonato e di cominciare a rimboccarsi concretamente le maniche. E invece la belle parole del premier alla fine sono rimaste tali. Parole, appunto.

L’IMPEGNO – Ma, per capirci, riavvolgiamo il nastro. Era il 7 agosto quando Renzi, in direzione Pd, annunciò, dopo gli scioccanti dati Svimez (Mezzogiorno cresciuto metà della Grecia), che “intorno al 15-16 settembre, alla ripresa dell’azione parlamentare ma prima della stabilità, il Pd vorrei che uscisse con un vero e proprio masterplan per il Sud, con una serie di proposte concrete”. La scadenza, fissata dallo stesso premier, è abbondantemente scaduta. Da oltre dieci giorni. E nulla è stato fatto, di nulla si è parlato. E di “proposte concrete”, come le ha chiamate il premier, nemmeno l’ombra. L’unico a sganciarsi, proprio ieri, è stato il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, che, intervistato da Il Mattino, ha annunciato: “in tre anni avremo un altro Sud”. Poi basta. Non proprio quella concretezza annunciata e promessa dal premier, insomma.

FESTE A GO GO – Eppure non è che gli uomini del cerchio magico renziano non stiano andando al Sud. Anzi, sono onnipresenti. Da giovedì si sono susseguiti e si susseguiranno a Palermo alla Festa dell’Unità del Mezzogiorno i ministri Marianna Madia, Graziano Delrio, Andrea Orlando, Giuliano Poletti, Maurizio Martina. E probabilmente alla festa di chiusura del 4 ottobre ci sarà anche lo stesso segretario Dem. Tutti, ovviamente, parleranno dell’esigenza di ripartire dal Sud. Ancora. Lo stesso concetto già espresso, solo pochi giorni, anche da Lorenzo Guerini e Luca Lotti in Calabria. Tutte strategie, dicono i ben informati, per cercare di recuperare voti che, secondo gli ultimi sondaggi, il Pd starebbe perdendo al Sud. Colpa di politiche errate? Probabilmente sì. Sia a livello locale che nazionale, dato che prima del rapporto Svimez Renzi non aveva praticamente mai parlato del Mezzogiorno così come mai si è occupato della questione criminalità, uno dei cancri endemici del Sud Italia (e, a dire il vero, di tutto lo Stivale).

NUOVI RITARDI – La propaganda, dunque, pare avere la precedenza sui problemi reali. Peccato non basti annunciare un’azione. Serve concretizzarla. E l’ultima beffa è arrivata proprio ieri riguardo ai 300 milioni destinati ai programmi di investimento in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. La nota ufficiale chiarisce che “è di imminente pubblicazione in Gazzetta ufficiale il decreto del ministro dello Sviluppo economico”. Peccato che bisogna precisare che tale decreto è del 29 luglio. Per due mesi, insomma, è rimasto insensatamente bloccato. Insomma, le parole svincolate dai fatti ora cominciano a stancare. Per tutto il resto, c’è il masterplan.

Al Sud il Governo non si vede

di Antonio Acerbis

Giovani che, non avendo alternative, fuggono da una realtà che non offre loro nulla. Strade dissestate e binari ormai morti perchè pian piano i treni vengono tagliati. Atenei che, in assenza di fondi, non riescono a competere con le grandi università settentrionali. E poi case che crollano, terreni contaminati, disoccupazione che ha ormai raggiunto livelli clamorosi. E tutto condito dalla longa manus criminale che spesso riesce a sostituirsi a uno Stato colpevolmente assente. Ecco i principali problemi del Meridione. Benvenuti al Sud.

OPERE INCOMPIUTE – Sono 868 le opere incompiute conteggiate solo pochi giorni fa dal ministero delle Infrastrutture. La maggior parte sono al Sud. Solo in Sicilia se ne contano 215. Segue la Calabria con 93.

ATENEI A PICCO – Secondo l’ultima classifica de Il Sole 24 Ore, gli atenei al Sud sono gli ultimi in Italia per servizi, qualità e sbocco professionale. Agli ultimi posti, infatti, troviamo Napoli, Bari e Catania. In Sicilia, ancora, il 30% degli studenti residenti prosegue gli studi al Nord.

NON SI VIAGGIA – Trenitalia proprio in questi giorni ha tagliato il tratto interregionale che passa per la Calabria jonica, nonostante un bacino di utenza di oltre un milione di abitanti. Per non parlare dell’assenza dell’alta velocità.

NON C’È LAVORO – Il tasso di occupazione è, per Almalaurea, del 52,5% tra i laureati del Nord e del 35 al Sud. A un anno dalla laurea i ragazzi del Nord hanno uno stipendio più alto del 24% rispetto ai colleghi meridionali.

REGIONI FANTASMA – Secondo l’ultimo rapporto Svimez, lo spopolamento del Sud riguarderà soprattutto i giovani: “A fine periodo, la popolazione meridionale, oggi pari al 34,3 per cento di quella nazionale, ridurrà complessivamente al 27,3 per cento”.

LE MAFIE REGNANO – Uno dei problemi endemici è quello della criminalità che controlla fette importanti delle amministrazioni locali. Oggi al Sud troviamo 32 comuni sciolti per infiltrazioni. Nè i tempi della giustizia spesso sono di aiuto. Quella civile ha tempi doppi nelle regioni meridionali rispetto al resto del Paese.

ANNUS HORRIBILIS – Imbarazzante il dato registrato nel 2014 da Confindustria: al Sud hanno chiuso oltre 88 mila aziende. E quelle ancora in piedi hanno visto calare il fatturato (- 1,8%). Il peggior dato dall’inizio della crisi.

@CarmineGazzanni