Da Michetti a Calenda è gara al candidato che la spara più grossa. Mr. Wolf fugge ancora dai confronti. L’ex ministro pariolino sogna Bertolaso

ENRICO MICHETTI
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Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da ridere. Già perché giorno dopo giorno, la campagna elettorale di Roma sembra assomigliare sempre più a una barzelletta tra sfondoni, fake news e ripescaggi improbabili di volti noti della tv e della politica. Che le cose stiano così lo si capisce già dal fatto che mentre i candidati sindaco Virginia Raggi, Carlo Calenda e Roberto Gualtieri continuano ad intrattenere confronti pubblici, com’è normale che sia, a far rumore sono i continui forfait di Enrico Michetti. Il candidato del centrodestra, infatti, continua a disertare ogni faccia a faccia coi rivali tanto che nelle ultime 48 ore è riuscito a sorprendere tutti saltandone ben due ossia quello organizzato mercoledì dalle Acli di Roma e quello di ieri indetto da Confcooperative.

CHI L’HA VISTO. Assenze per le quali la sindaca Raggi, con non poca ironia, ha detto “chiamiamo Chi l’ha visto, ogni volta la sedia di Michetti è vuota” per poi rincarare la dose su Twitter: “Cercasi Michetti disperatamente. Il candidato della Lega Nord continua a scappare: neanche oggi si è presentato ad un confronto tra i candidati sindaco. Questa non è serietà. Non ha neanche il coraggio di confrontarsi”. Mancanza di serietà del candidato del centrodestra che viene denunciata anche da Calenda e Gualtieri.

Ma a causare imbarazzi a quello che Giorgia Meloni ha definito il “Mr.Wolf” di Roma, c’è anche la sparata del suo candidato Pippo Franco che a L’Aria che tira, incalzato da Myrta Merlino che gli chiedeva se volesse invitare i cittadini a vaccinarsi, ha lasciato tutti di stucco: “Io la penso come Montagnier (il professore ritenuto il guru dei No Vax, ndr), ho il Green Pass e più di questo non posso dire”. Ma se Michetti e il centrodestra piangono, le cose non vanno meglio neanche per Calenda e Gualtieri.

Per quanto riguarda il leader di Azione che afferma di volersi affidare ai “migliori”, a far rumore è stato quanto dichiarato a Chi: “Vorrei subito Guido Bertolaso commissario straordinario e vicesindaco al decoro urbano. L’ho detto che chiamo soltanto i migliori”. Peccato che l’ex capo della protezione civile, recentemente finito nel tritacarne dei media per la gestione del Covid-19 in Lombardia, della corsa per il Campidoglio non sembra volerne sapere nulla tanto che il suo nome era stato proposto da Matteo Salvini come candidato sindaco e lui aveva risposto “no grazie”.

Anzi proprio Bertolaso, ad aprile scorso e per chiamarsi fuori dalle insistenze del leader leghista, tuonava: “Per i romani Guido Bertolaso sarebbe un incubo, vi dovete mettere in testa questo. Io non sono una persona facile, non sono propenso alla mediazione e al compromesso”. Insomma un ripescaggio, quello tentato da Calenda che tra le altre cose ha aperto anche ad un coinvolgimento dell’ex sindaco Ignazio Marino, che ha il sapore della boutade.

Quel che è certo è che non va meglio a Gualtieri che dopo aver criticato la Raggi per non aver costruito la discarica ma guardandosi bene dal dire dove la farebbe in caso di elezione, e dopo lo strafalcione sui fondi della funivia da riassegnare per altri usi, cosa che non si può fare in quanto sono già stati stanziati dal governo, ieri ha sferzato la sindaca parlando del traffico causato dai cantieri, a suo dire “fatti in fretta e furia” e solo per la campagna elettorale. Peccato che la realtà sia ben diversa perché i cantieri non si fanno dall’oggi al domani ma si programmano con mesi di anticipo.