Migranti, accordo trovato tra Ue e Turchia per contenere il flusso di rifugiati

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L’intesa sulla proposta da formulare alla Turchia per contenere il flusso dei migranti è arrivata nella notte. I leader dell’Ue hanno limato i termini dell’accordo da offrire al premier turco Ahmet Davutoglu. Oggi i negoziati tra i capi di Stato e di governo europei sembrano aver portato a un’intesa, che dovrebbe consentire di rimandare profughi e migranti arrivati irregolarmente dalla Grecia in Turchia e di reinsediare nell’Ue profughi siriani provenienti da quel Paese, in ragione di un siriano reinsediato per ogni siriano riaccolto da Ankara.

L’ITALIA – Fiducioso il premier italiano, Matteo Renzi: “Si è discusso e si sono raggiunti punti di condivisione. Vedremo se si riuscirà a chiudere l’accordo sulla parte legata alla migrazione”. Nelle riunioni di ieri, ha continuato il premier, “c’è stata un’attenzione da parte italiana e di Malta, e interventi molto buoni anche da parte della cancelliera Merkel, sulle problematiche legate all’Africa, non tanto alla Libia o solo alla Libia. Qui la proposta è sempre quella: se vogliamo dare una mano per ridurre l’immigrazione selvaggia, l’unica cosa è fare interventi e investimenti nei Paesi di origine”. “E questo – ha concluso Renzi – significa finalmente una politica strategica europea per la cooperazione internazionale in Africa, una politica di rimpatri pagati e coordinati dall’Europa e non dai singoli Stati. A parole siamo d’accordo, adesso vediamo se alle parole seguiranno i fatti”. Ma tanta attenzione va prestata anche sul fronte libico dove gli arrivi, per ora, non accennano a fermarsi.

LA GERMANIA – Più equilibrata la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha evidenziato anche le criticità e i possibili intoppi dell’accordo. “I negoziati domani saranno tutt’altro che facili”, ha spiegato la Merkel, “ma tutti vogliono portare avanti trattative che producano risultati, in una atmosfera costruttiva”. Tecnicamente, i leader dovrebbero diffondere al termine dell’incontro una dichiarazione congiunta, se tutto andrà bene. L’offerta che la Turchia ha messo sul tavolo – ha aggiunto la Merkel – è uno strumento valido” per affrontare la crisi dei migranti, ma “ogni rifugiato dovrà essere valutato con una procedura individuale e per fare questo occorrono forze e personale. Per renderlo possibile, del personale dovrà essere mandato sulle isole greche, con il consenso della Grecia. Con l’aiuto dell’Ufficio di asilo europeo tutto questo verrà coordinato. Per la liberalizzazione dei visti che la Turchia vuole avere molto velocemente – aggiunge la cancelliera – gli standard del diritto internazionale dovranno essere incorporati nella legislazione turca” e “tutti i 72 benchmark dovranno essere implementati”. Naturalmente, vista “la situazione in cui si trova, la Grecia va supportata, fondi saranno necessari per fornire un tetto ai rifugiati”.

 

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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